Clorofilla & company

Scommetto che, se scrivo la parola “piante”, la prima cosa che vi viene in mente è il colore verde. Avete ragione: quasi tutte le piante, comprese buona parte delle alghe, si sono evolute mettendo a punto la clorofilla. Si tratta di un pigmento, cioè di una sostanza biochimica particolare, che è capace di aiutare le piante a usare la luce per ricavarne energia. Tutte le piante ne hanno almeno una parte nelle loro cellule, ed è grazie a questo pigmento verde che vediamo le foglie del loro tipico colore.

Tuttavia, oltre alla clorofilla esistono anche altri pigmenti gialli, rossi e arancioni che sono comunque capaci di svolgere una funzione simile a quella della clorofilla: hanno nomi strani, quali antociani, carotenoidi e ficobiline, ma a parte il nome, la cosa interessante è che se sono abbondanti colorano le foglie di colori fantasiosi, come potete osservare in alcuni aceri rossi che si trovano nei giardini, oppure nelle foglie di radicchio.

Estrarre i pigmenti colorati dalle piante è abbastanza facile: vi bastano qualche foglia di colore diverso, un bicchiere trasparente per ciascuna foglia scelta e infine dell’alcool alimentare trasparente (chiedete ai vostri genitori se possono aiutarvi, si tratta dell’alcool 90° che serve anche per preparare i liquori). L’esperimento è facile: mettere un pochino di alcool nei bicchieri, posizionate le foglie e aspettate venti minuti.

Vedrete che il liquido si colorerà proprio del colore principale di cui appare la foglia, che al contrario apparirà sempre più scolorita a mano a mano che passa il tempo. Spero possiate trovare foglie di tanti colori, per osservare e ragionare in un pomeriggio scientifico.

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Alice Stocco studia gli ambienti acquatici, esamina canne di palude e parla con le immagini satellitari. La sua famiglia dice che non è facile capire che lavoro faccia ma, d’altra parte, ciascuno cerca la felicità come può.

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