Il canneto e i suoi segreti

Chi va a passeggiare lungo i fiumi lo sa bene: tra le piante che crescono sulle rive, cullati dal fruscio delle lunghe foglie, si nascondono tanti animali, pronti a lanciare un grido d’allerta quando passiamo noi umani.
È affascinante pensare a un canneto così fitto da celare al suo interno nidi, famiglie e segreti. E ancor più affascinante, per chi sa vedere più in profondità, è rendersi conto dell’evoluzione che hanno seguito le piante del canneto per aggirare le difficoltà del vivere in quell’ambiente tanto difficile. Infatti, il terreno dove crescono le cannucce comuni, i giunchi e le altre erbe acquatiche è quasi sempre sommerso, privo di aria, pieno di microrganismi che rendono la vita davvero dura per i deboli di cuore.

Ma in natura non è concesso di perdersi d’animo, tanto meno sembra intelligente lasciare vuoto un posto libero, e così anche un ambiente oggettivamente difficile ha iniziato ad essere popolato da piante che, un po’ per volta, hanno modificato tutto di sé stesse, imparando prima di tutto a far scorrere dentro alle proprie radici anche l’aria, e non solo l’acqua… perché quello sono capaci di farlo tutte.
Ecco perché il canneto nasconde segreti: ha scoperto come sopravvivere proprio lì, in prima fila su fiumi, lagune e laghi, in barba alle altre piante che non possono farlo con la stessa eleganza.

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.

X