La pazienza delle dune

Secondo un noto proverbio, la pazienza è la virtù dei forti.
Di sicuro, la pazienza è la virtù di varie formazioni naturali presenti sul nostro pianeta, tra le quali le dune fossili. Antico confine tra acqua e terra, a ragione bisogna guardarle con occhi pieni di stupore se si tiene conto del fatto che, per lunghissimo tempo, questi cumuli di sabbie hanno registrato gli avvenimenti ecologici e botanici che avvenivano in superficie, mentre loro fronteggiavano vento e mare.
Persino i muri di mattoni, qualche volta, non resistono alla furia delle tempeste: figuriamoci allora quali processi incredibili portano dei granelli di sabbia, finissima e asciutta per giunta, a sapersi accumulare in dune che diventano capaci di lottare contro gli elementi. E figuriamoci la pazienza della natura, che ha custodito quei granelli aspettando che il sale e il peso delle sabbie che vi si accumulavano sopra cementassero tra loro quelli sotto.
Questa sì è pazienza: chissà se anche noi uomini sapremmo mai averne altrettanta, specialmente di fronte alla tentazione di rinunciare alle dune per costruire edifici e stabilimenti balneari…

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.

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