L’internet degli alberi

Giganti buoni e silenziosi, forti e pazienti, che crescono in silenzio fino a diventare più che esseri viventi, quasi veri e propri luoghi: gli alberi danno ristoro dalla calura, arricchiscono i giardini, offrono luoghi romantici, abbelliscono l’orizzonte. Potremmo essere tentati di considerarli individui solitari, indifferenti gli uni verso gli altri, ma la realtà che si profila agli orizzonti della ricerca scientifica è ben diversa.
L’ecologa canadese Suzanne Simard si era accorta per prima che esiste una sorta di rete sotterranea di collegamenti tra albero e albero, che si estende ben oltre le radici. Wood wide web, lo aveva ribattezzato la Simard: una sorta di rete internet, in cui i collegamenti sono garantiti da funghi e altri microorganismi che vivono nel terreno e che trasportano sì nutrienti e acqua, ma anche segnali e informazioni. La mappatura della rete sotterranea ha così preso il via, e l’anno scorso un team di ricercatori capeggiati dal professor Thomas Crowther ha completato l’opera, creando la mappa globale di queste affascinanti reti naturali.
Questi studi fanno capire che simili scambi di informazioni, nutrienti e supporti possono tornare utili come strumento per mitigare il cambiamento climatico, ma soprattutto racconta col linguaggio della Scienza una storia bellissima, in cui gli abitanti del pianeta collaborano tra loro per creare qualcosa di buono e funzionale.
Ogni albero, visto così, diventa allora riprova del fatto che la collaborazione aiuta ciascun individuo a realizzare il proprio potenziale molto più di quanto non potrebbe fare la competizione. Chissà, magari potremmo pensarci su, noi esseri umani…

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.

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