Mutevoli come le foglie

Pochi giorni fa stavo spiegando a dei bambini come interpretare i suggerimenti della natura che ci circonda. Tra poche settimane, infatti, sarà finita l’estate, e i primi sintomi sugli alberi sono già comparsi. In montagna si vedono i ricci dei castagni, sebbene ancora verdi. Qua e là le foglie iniziano a ingiallirsi. Fra un mese, quel giallo sarà più frequente; tra i raggi tiepidi d’ottobre compariranno arancione, rosso e bronzo. I bambini mi hanno chiesto chi, o cosa, colori le foglie. Ho spiegato che quelle foglie il giallo e il rosso ce li hanno dentro di loro: solo, sono colori che lavorano di nascosto sotto al verde, che fino a quando c’è tanto sole e tanto caldo occupa tutto lo spazio possibile per creare i mattoncini della vita. Ma la domanda mi è stata posta di nuovo, più precisamente: non chi vada a colorare le foglie, ma chi decida di colorarle. Ho parlato di ore di luce e ore di buio, di temperatura, dei fattori che regolano l’orologio delle piante su quello del pianeta. Per fortuna, tutti hanno accolto la spiegazione, allontanandosi con un sorriso.
Eppure, quella domanda su chi, o cosa, decida quando è ora di cambiare le foglie mi è rimasta nel cuore. Perché io posso anche essere convinta di avere una spiegazione, oggi… ma in fondo, come scriveva Crichton: “Sono solo teorie. Gli esseri umani non possono fare a meno di elaborarle, ma la verità è che sono solo fantasie. E mutano in continuazione”. Mutano in continuazione… come le foglie, gli esseri umani e i fenomeni che decidono gli equilibri del pianeta.

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.

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