Alberto Maschio rieletto presidente AJA

Alberto Maschio, albergatore di 41 anni, è stato rieletto, per acclamazione, alla guida dell’Associazione Jesolana Albergatori. Come lui, anche tutto il consiglio uscente ha ottenuto il plauso dei numerosi soci presenti, senza dovere ricorrere alla votazione. Il tutto è avvenuto nel corso dell’assemblea generale dei soci della più importante associazione di categoria della città, che si è tenuta al PalaInvent di piazza Brescia. Una platea gremita, come da tempo non capitava, segno e testimonianza di una ritrovata compattezza e un senso di appartenenza. Aspetto, questo, sottolineato proprio da Maschio nel suo primo intervento.

“Al primo mandato – ha ricordato il neo rieletto presidente Aja – avevamo molti punti su cui lavorare e qualcuno è rimasto sul tavolo, a causa di quanto abbiamo dovuto affrontare come conseguenza della pandemia che ha caratterizzato gli ultimi due anni. Ma, probabilmente, quello che mi ha dato più soddisfazione e per il quale devo ringraziare anche chi mi ha seguito in questo percorso, dal consiglio al direttore Giorgio Gagliardi, a tutta la squadra dei collaboratori, l’essere riusciti a ricompattare l’associazione presa in un momento tra i più difficili dei suoi 60 anni di storia ed averla riportata agli splendori di un tempo, come testimoniato dalla numerosa partecipazione all’assemblea”.


“Ritrovata compattezza dell’associazione dopo momenti difficili. ora ci attendono sfide importanti”.

— Alberto Maschio

Quali, invece, i punti principali su cui imposterà il suo lavoro a breve e medio termine?

 “Tra gli obiettivi che ci siamo prefissati – ha esordito il presidente Maschio – quello del reperimento del “capitale umano”, risorse professionali fondamentali per le nostre strutture ricettive; da questo punto di vista ricordo l’iniziativa che abbiamo formalmente avviato, per l’acquisizione di hotel da destinare all’ospitalità del personale, così da aumentare l’attrattività della categoria e della località, con un progetto che prevede la creazione di un vero e proprio campus. Poi c’è la tematica energetica che, in questo momento, sta facendo lievitare i costi di gestione delle nostre attività in modo esponenziale. Ed ancora: merita un’attenzione particolare tutto il filone della sostenibilità, ma anche la promozione del territorio. Queste sono solo alcune delle priorità, ma molti sono i filoni di attività per i quali siamo già al lavoro”.

Presente all’assemblea anche il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon.

 “Per il neo presidente e il suo consiglio, sicuramente una grande sfida sarà quella del rinnovamento e del sapere guardare avanti secondo quelle che sono le nuove dinamiche create dalla pandemia ed ora dal conflitto in Ucraina. Questo è un gruppo di lavoro che, in questi anni, ha fatto bene sia dal punto di vista delle iniziative assunte che della comunicazione. Importante è ora continuare a garantire la compattezza della categoria, in previsione delle sfide del Pnrr, della digitalizzazione e per quanto riguarda tutte le novità che saranno introdotte a breve e che segneranno il futuro delle nostre aziende”.

Schiavon ha anche affrontato il problema dell’impatto sul turismo, del conflitto in Ucraina.

“Una guerra ha degli impatti se non diretti, come quelli tragici in Ucraina, anche negli effetti psicologici nel processo di prenotazione. Avevamo registrato un certo ottimismo, con una ripresa del mercato estero di prossimità, anche dei Paesi dell’Est, nelle prime settimane dell’anno, positivo per la costa veneta in generale; purtroppo questo processo si è ora un po’ arrestato, ancora non con cancellazioni, ma rallentato sì. Stessa cosa vediamo per la montagna. Per le città d’arte: una guerra in Europa non viene vista bene dal mercato americano, che difficilmente si riprenderà quest’anno. Dinamiche dalle quali pensavamo di essere fuori, dopo avere superato la fase critica della pandemia, ma che ora si stanno ripresentando come conseguenza del conflitto bellico”.

Questo il neo rieletto consiglio

Nicola Anzanello, Barnaba Berton, Michele Fontebasso, Matteo Rizzante, Giosuè Scattolin, Simone Bacchin, Francesca Bonalberti, Antonio Facco, Giovanni Fregonese, Luigi Pasqualinotto, Giovanni Simonetto, Silvia Visentin ed Elena Ghiraldo.
Revisori dei conti: Pierfrancesco Contarini, Renzo Meneghel e Alessandro Pasqual.

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