Da Jesolo Sand Nativity il sostegno a 3 progetti umanitari e 5 associazioni

L’amministrazione ha individuato le iniziative da sostenere attraverso i fondi che saranno raccolti con le donazioni dei visitatori del celebre Presepe di sabbia

Jesolo in aiuto dei più bisognosi. L’amministrazione comunale ha individuato 3 progetti umanitari e le 5 associazioni che saranno sostenuti con le donazioni dello Jesolo Sand Nativity. Il denaro raccolto grazie al buon cuore dei visitatori del Presepe di sabbia sarà utilizzato per sostenere un progetto in Africa, uno in Colombia, l’Istituto Oncologico Veneto e l’attività di associazioni locali. Gli stessi progetti potranno contare, oltre che sui contributi donati dai visitatori dello Jesolo Sand Nativity, anche sulle risorse raccolte dai dipendenti dello Iat con il servizio di guida al Presepe per comitive, gruppi organizzati e classi.


Una luz de esperanza, una luce di speranza: l’iniziativa è promossa da No Indifference Onlus e mira alla realizzazione di un “rifugio” per bambini dai 4 ai 15 anni, vittime di violenze e maltrattamenti nel distretto di Barraquilla in Colombia. L’attuale edificio ospita 140 bambini provenienti per lo più dal Venezuela, il luogo è inadatto e fatiscente e con l’aumentare delle richieste di assistenza gli spazi sono pochi ed inospitali. Anche grazie al contributo dello Jesolo Sand Nativity saranno costruite aule, una mensa con annessa cucina, dormitori per bambine e bambini spazi ludici e servizi.

Sostegno allo I.O.V.: l’Istituto Oncologico Veneto è impegnato nella prevenzione, diagnosi e cura dei tumori, perseguendo in questi campi l’eccellenza attraverso lo sviluppo della ricerca oncologica di base. Tutti i progetti di ricerca sono molto onerosi, per questo l’Istituto si avvale di fonti di cofinanziamento che concorrono al costo complessivo dei protocolli di ricerca. I fondi del presepe di sabbia saranno destinati a progetti di ricerca sul cancro.


Costruzione di una biblioteca e sostegno in Sierra Leone: il progetto è sostenuto da Bedanda Onlus, che utilizzerà il contributo per completare la costruzione della biblioteca all’interno del centro polifunzionale “casa Verona” nonché per contribuire in un’altra missione in Sierra Leone, a Koidu, distretto celebre per le miniere di diamanti, dove persiste lo sfruttamento minorile della popolazione.

Associazione Volontari Ospedalieri: sostegno al progetto “L’’armadio dei pigiami”, lanciato dall’associazione. Si tratta di una sorta di kit monouso per i malati indigenti con oggetti di prima necessità come spazzolino da denti, dentifricio, biancheria intima, asciugamano, t-shirt, calze, ciabatte, pigiama/tuta da utilizzare nel periodo di degenza ospedaliera.


Gruppo Volontario Donna 2000: sostegno al progetto “Oltre”, mediante il quale l’associazione realizza diverse iniziative di promozione e prevenzione attraverso incontri di sostegno psicologico e attività fisico motorie. Le iniziative proposte hanno lo scopo di aggregare le donne che hanno subito il trauma di un intervento delicato.

Fondazione Eugenio Ferrioli e Luciana Bo Onlus: la fondazione, centro accreditato presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e da parte della rete di sportelli antiviolenza della Regione Veneto, gestisce il centro antiviolenza e antistalking “La Magnolia”, lo sportello antiviolenza del Comune di Jesolo, la casa protetta ad indirizzo privato chiamata “Angolo di paradiso” e il centro educativo alle relazioni affettive “C.E.R.A.” dedicato al recupero di chi agisce violenza nelle relazioni. In questi anni ha avviato un programma di educazione all’affettività nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché alla formazione delle Forze dell’Ordine e della polizia locale nel Comune di Jesolo sulle modalità di sostegno alle vittime.


Telethon: dal 2010 la città di Jesolo sostiene la ricerca sulle malattie genetiche anche attraverso la nota fondazione Telethon, che da circa 30 anni contribuisce a far avanzare la ricerca sulle malattie genetiche rare.

AGESCI Gruppo Jesolo1: nel corso dell’anno di emergenza Covid-19, il gruppo ha potuto continuare la propria attività applicando i protocolli di sicurezza attraverso l’acquisto di DPI e l’esecuzione di tamponi ai partecipanti. L’emergenza inoltre, ha reso ancor più indispensabile il rinnovo del parco tende (una tenda di squadriglia, utilizzabile nominalmente da 8 persone, può ospitarne con le nuove disposizioni al massimo 4).

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