L’Hub vaccinale del Palainvent chiude i battenti

Domenica 20 marzo la struttura ospiterà l’ultima giornata di immunizzazione. Il buon esito della campagna vaccinale rende superfluo l’utilizzo di spazi così ampi. Il PalaInvent tornerà a piena disposizione per l’organizzazione di eventi

L’amministrazione comunale ha annunciato questa mattina, insieme ai vertici dell’Ulss 4 Veneto Orientale e di Jesolo Turismo Spa, la chiusura dell’hub vaccinale ospitato al PalaInvent di piazza Brescia. All’avvio della campagna vaccinale contro il Covid-19, la struttura era stata scelta come una delle sedi in cui somministrare i vaccini alla popolazione residente nel territorio dell’Ulss 4 Veneto Orientale. La grande adesione ad essa da parte della cittadinanza non rende più necessario l’utilizzo di una struttura così ampia. Le vaccinazioni, così, proseguiranno nella sede di San Donà di Piave come disposto dall’azienda sanitaria.

Come ha illustrato quest’oggi la dottoressa Anna Pupo, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 4 Veneto Orientale, dal 19 febbraio 2021 al 20 marzo 2022, nell’hub vaccinale del PalaInvent sono state somministrate 134.101 dosi in 225 giornate di attività. La media giornaliera è stata di 596 dosi somministrate mentre il numero massimo in una giornata, il 20 luglio 2021, è stato di 1.466. Sono infine 6.955 le dosi di vaccino somministrate a persone non residenti nel territorio dell’Ulss 4 Veneto Orientale. Alla campagna vaccinale sono state dedicate 4.700 ore di medico e 20.550 ore di infermiere/assistente sanitario. Le ore di operatore socio-sanitario sono state 3.150 mentre quelle dei volontari della Protezione civile e di altre associazioni ammontano a 9.000. L’attività presso l’hub vaccinale del PalaInvent ha coinvolto 20 medici, 70 tra infermieri e assistenti sanitari, 15 operatori socio-sanitari e 80 volontari.

Domenica sarà una giornata importante, che segna un punto di svolta così come è stato il 19 febbraio 2021 quando questo hub vaccinale è entrato in funzione – dichiara il sindaco della Città di Jesolo, Valerio Zoggia –. L’adesione alla campagna vaccinale sul nostro territorio ci sta consentendo di tornare, seppure gradualmente, a una vita normale e ha salvato la vita a molti. Per tutto questo, un ringraziamento dal profondo del cuore va a tutti gli operatori sanitari impegnati qui, ma non solo, e poi alle forze dell’ordine e ai tanti volontari che hanno donato il loro tempo. Domenica chiudiamo un capitolo importante della storia di questi ultimi due anni, che speriamo di lasciarci definitivamente alle spalle da qui ai prossimi mesi”.

Quello di Jesolo è stato un centro vaccinale straordinario, per la logistica, per le dimensioni e per i grandi numeri che sono stati prodotti in questa struttura – aggiunge il direttore generale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, Mauro Filippi – un’attività rivolta non solo alla popolazione residente ma anche alla popolazione di altri comuni, agli operatori stagionali ed ai turisti, infatti non è un caso che una buona parte delle vaccinazioni abbia coinvolto persone non residenti. In questa sede ha lavorato personale dell’Ulss, del Comune, forze dell’ordine, volontari, la Città di Jesolo ha dimostrato di non essere solo una località turistica ma una comunità che ha assicurato il supporto all’Ulss per la salute delle persone: un modello che testimonia il principio di sussidiarietà fortemente radicato in Veneto. Grazie a tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato in questa struttura”.

Siamo di fronte a uno di quei casi virtuosi in cui amministrazioni, privato, associazioni e cittadini collaborano efficacemente per risolvere problemi e perseguire il bene comune – commenta il presidente di Jesolo Turismo Spa, Alessio Bacchin –. Questo in cui ci troviamo anche oggi è un luogo d’incontro, un contenitore che va riempito di contenuti e pensato per piccoli e grandi eventi di cultura, sport, musica, intrattenimento. È successo qualcosa che nessuno di noi si sarebbe aspettato e questo contenitore, fatto per far avvicinare le persone, era diventato vuoto, quasi inutile. Mi ricordo i giorni del lock-down sembrava una cattedrale in mezzo a un deserto di strade vuote. Ma poi al problema sono state trovate le soluzioni: cura, tracciamento, vaccini. E questo contenitore è stato di nuovo riempito per ridare speranza alla gente di tornare alla propria “normale” vita, anche se in questi giorni è difficile parlare di normalità, prima utilizzandolo per fare tamponi e poi per i vaccini contro il Covid”.

(Fonte: ufficio stampa Comune)

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