Bob Sinclar: «Torneremo a ballare più di prima»

Il dj e produttore tra i più importanti al mondo si racconta a ViviJesolo

A Jesolo l’ultima sua esibizione risale all’aprile 2019, alla discoteca King’s. Ed è stato l’ennesimo successo della sua carriera. Lui è Bob Sinclar, all’anagrafe Christophe Le Friant, tra i dj e produttori più importanti al mondo della musica dance. Praticamente è un’icona. Durante il lockdown, ha intercettato la voglia normalità della gente, suonando e realizzando un nuovo singolo, “I’m on my way”, destinato a diventare la hit dell’estate. Ora punta al ritorno nelle discoteche di tutto il mondo, comprese quelle di Jesolo. A coordinare la sua attività in Italia è l’agenzia Fpws, realtà specializzata nel mondo clubbing. Il primo grande successo di Bob Sinclar risale al 2005 con la canzone Love Generation, hit che ottiene una grande fama mondiale a livello commerciale e che, l’anno dopo, riceve il prestigioso World Music Award come miglior dj del mondo. Vanta collaborazioni illustri con star della musica house e non solo: Steve Edwards, Daft Punk, Shabba Ranks, Shaggy, Axwell, Lionel Richie, Craig David, Mika, Master Gee, Sean Paul e Pitbull. Nel 2011 collabora attivamente con Raffaella Carrà, prima nel remix del brano A far l’amore comincia tu, pezzo portato al successo dalla stessa showgirl italiana nel 1976. Questo legame lavorativo si rinnoverà nel 2015, con l’uscita del singolo Forte. Sempre nel 2011 Bob Sinclar fa il suo esordio nel cinema, interpretando se stesso nel cinepanettone Vacanze di Natale a Cortina. Altro successo nel gennaio del 2019, quando ha realizzato, assieme a Robbie Williams, Electrico Romantico.

Come hai trascorso la quarantena?
«Nel mio studio. Odio annoiarmi: normalmente cerco sempre di essere creativo, soprattutto a livello artistico. Praticamente da subito ho usato i social network come Facebook e Instagram per condividere la musica con cui sono cresciuto e quella che mi ispira oggi. Ho fatto riascoltare i titoli che la gente già conosce e allo stesso tempo ho fatto scoprire qualcos’altro».

La risposta del pubblico è stata incredibile… «La sessione Funk ha visto 6,6 milioni di visualizzazioni su Facebook. Ho intrattenuto le persone e in 55 giorni ho avuto 55 abiti diversi, ispirati a temi musicali come Disco, House Classic, Funk e Soul. E’ nato tutto per caso, con un appuntamento che è diventato quotidiano: ogni giorno dalle 14 alle 15. È stato un vero momento di condivisione, abbiamo perfino festeggiato i compleanni delle persone che si collegavano».

Da cosa è dipeso questo successo?
«La gente ha scoperto la mia personalità, il mio umorismo e la mia passione per la musica. Non devo per forza di cose essere di fronte al pubblico per divertirmi. Fin da quando ero molto giovane il mix è stato molto importante per me: da ragazzino mi preparavo le cassette musicali per andare a scuola. Durante le dirette ho ricevuto tantissimi messaggi dalle persone, da intere famiglie con bambini che mi hanno inviato perfino dei video, alcuni si sono anche mascherati».

Come nasce il tuo nuovo singolo?
«Ho ricevuto dei messaggi da chi era a casa. In molti volevano ascoltare “World Hold On”, una canzone che ha un messaggio di condivisione e di unità con la musica. Era evidente che c’era preoccupazione e sofferenza tra chi era a casa. Ho chiesto a Omi, cantante giamaicano, di scrivere una canzone attorno a questa nozione di condivisione. La Giamaica mi ha sempre portato fortuna, ho collaborato con Steve Edwards proprio per “World Hold On”, anche lui giamaicano e nel 2009 ero in Giamaica quando con Gary Pine abbiamo fatto “Love Generation”. La Giamaica è molto vicina al mio cuore ed è per questo che ho scelto Omi. Sentiamo un potere quando siamo insieme: combattiamo contro le malattie, il razzismo e tutti gli eventi ingiusti che ci accadono nella vita. Mi sono confrontato con il mio amico Bryan “Janee” dal Belgio e anche con Charlene che ha scritto la melodia. Assieme abbiamo scelto il titolo».

Hai suonato nei club di tutto il mondo: dove ti senti veramente a casa?
«Adoro Ibiza, dove suono dal 1999. Lì ci sono molti italiani e inglesi, ma più in generale un sacco di gente che ama la musica e che viene a ballare e ad ascoltare i migliori dj al mondo. Per 4 anni ho avuto la residenza al Pacha con “Paris By Night” e ora sono al Heart Club con la serata “Electrico Romantico”. Lo scorso anno, ogni lunedì è stato un successo. La mia casa è Parigi, ma non c’è molto da fare qui a livello di club. Potrebbe essere il momento di ripetere una serata qui, con classici come i mix realizzati durante la quarantena. Cercherò di organizzare un evento».

Hai un’unione speciale con l’Italia, cosa ti piace di più?
«Ho un legame davvero straordinario con gli italiani. Ogni volta che produco una traccia, le radio la trasmettono immediatamente. Quando arrivo in Italia sono accolto come un re. Penso che le mie canzoni tocchino le persone: la mia personalità è molto apprezzata. Suonare in Italia mi fa battere forte il cuore. Amo il cibo, la moda e il contatto con le persone. Gli italiani hanno uno spirito di festa che si abbina esattamente con la mia musica».

E con Jesolo? «Ho suonato al King’s e al Muretto, Ma anche nella vicina Padova, a Villa Barbieri e all’Extra Extra. In questi club sono sempre stato accolto nel migliore dei modi. In Veneto c’è molta moda e le ragazze sono carine».

Toneremo a ballare ancora?
«Le discoteche in Italia sono appena state riaperte. Ho molte richieste per l’estate. Sono legate al mio nuovo singolo: c’è tanta voglia di far ballare la gente dopo i momenti difficili dei mesi scorsi. Dobbiamo voltare pagina, la musica ci può aiutare».

Dopo gli ultimi mesi, come cambierà il modo di divertirsi?
«Penso che la gente voglia davvero divertirsi, uscire, ballare e… flirtare. Non ci sarà alcuna differenza nelle disco. Probabilmente si ballerà più di prima».

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