Come non sprecare il tesoro dell’energia emotiva

Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo che le forze ci abbandonano. In quei momenti è come se la nostra batteria personale si stesse scaricando. Può essere dovuto ad un intenso periodo di lavoro, ad avversità piuttosto serie o semplicemente agli eccessi della routine quotidiana.

Ogni giorno quando ci svegliamo, disponiamo di una quantità limitata di energia. La nostra attenzione, la memoria e la percezione sono limitati, nello stesso modo in cui lo sono la forza fi sica, la motivazione e l’autocontrollo. Tuttavia, ci sono dei giorni in cui arriviamo alla fine della giornata con dell’energia residua e altri in cui ci ritroviamo sfiniti a metà mattinata. In questi casi siamo probabilmente vittime di alcune cattive abitudini che non solo ci fanno perdere del tempo, ma influenzano anche la nostra produttività e ci mettono di cattivo umore. Il problema è che molte di queste abitudini si attivano automaticamente e non ci rendiamo conto che ci sottraggono dell’energia preziosa che potrebbe essere utilizzata in attività più produttive che ci danno maggiore soddisfazione. Ma quali sono le situazioni e le abitudini che rubano le nostre energie?

  1. LE LAMENTELE CONTINUE: a tutti capita di lamentarsi, ma in certi casi diventa una specie di stile di vita per cui si rimugina sullo stesso problema senza trovare una soluzione efficace. In alcune circostanze è normale arrabbiarsi o preoccuparsi, soprattutto quando riceviamo delle cattive notizie. Tuttavia, lamentarsi in continuazione significa che siamo solo in grado di vedere il lato negativo delle cose, sviluppando così un atteggiamento d’impotenza dove non facciamo nulla per cambiare la realtà che non ci piace.
  2. DUBBI RICORRENTI: rimuginare troppo genera sempre confusione e inerzia. Prendete coscienza del fatto che non si può avere sempre a disposizione tutti i dati necessari per prendere la decisione migliore e che a volte sbaglierete, ma comunque non succederà nulla. Molto peggio è non decidere e farsi trasportare dalle circostanze.
  3. RICERCA DI APPROVAZIONE: spesso ci impegniamo molto per ottenere l’approvazione altrui. Invece di impiegare il nostro tempo a conoscerci meglio, indipendentemente dal fatto di piacere o meno agli altri, ci impegniamo a compiacere chi ci circonda. Le persone ci accettano o meno, a volte per ragioni che sfuggono al nostro controllo. Un fattore che genera rifiuto è proprio l’eccessivo desiderio di accettazione, per questo non vale la pena di perderci tempo ed energie.
  4. SFORZARSI DI AVERE TUTTO SOTTO CONTROLLO: cercare di controllare tutto quello che ci circonda è snervante e richiede uno sforzo vano che si trasforma in una miscela di frustrazioni e di ansie poiché non si possiede mai il grado di controllo desiderato.
  5. RIMANDARE CIO’ CHE NON CI PIACE: a volte posticipiamo piani o doveri per pigrizia. In questo modo, la nostra agenda si riempie di compiti da portare a termine. Rimandare spesso i doveri che non amiamo è come caricare una nuvola di elettricità, preparando una tempesta di conseguenze negative imprevedibili.

Infine, scegliere bene l’ambiente quotidiano, gli amici, le attività ed i compagni di vita influisce molto sul nostro stato d’animo. circondarsi di gente affabile e dotata di energia positiva rappresenta un importante aiuto per affrontare le sfide, sia quelle fondamentali che quelle meno basilari.

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

Per scrivere a Petra Visentin:
petravisentin@gmail.com

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