Emozioni… queste sconosciute

Gli eventi di ogni giorno impattano su di noi, scatenando le nostre emozioni. Siamo davvero così impotenti di fronte alla nostra emotività? Marco, che prima di un esame pensa «Ho studiato, sono certo di ciò che ho fatto» affronterà la stessa prova più serenamente e con un livello più sopportabile di ansia rispetto a Giulio che pensa «Non ce la farò mai, non sono capace». Quest’ultimo, per esempio, potrebbe sviluppare un livello di paura e di ansia tale da paralizzarlo e potrebbe anche evitare di affrontare l’esame. Le reazioni emotive, quindi, non sono scatenate direttamente da un evento: un evento non porta con sé alcuna emozione: è un semplice dato oggettivo. Tale tesi sembrava essere sostenuta già nel I° secolo d.C. da Epitteto, il quale affermava che gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose. È dunque il significato che ognuno di noi attribuisce a un evento a conferirgli una carica emotiva. Di fatto, sono i nostri pensieri sulle cose, sugli altri e su noi stessi che influenzano le nostre emozioni. Ogni situazione che viviamo viene commentata interiormente e le emozioni sono influenzate dalle considerazioni che facciamo sugli eventi. A volte è difficile individuare ciò che pensiamo in certe situazioni in quanto alcuni nostri pensieri sono diventati automatici perché sono stati praticati così frequentemente da diventare abituali e da sfuggire alla nostra consapevolezza. Altre volte confondiamo i pensieri con le emozioni. Ci può capitare per esempio di dire: «Sento che non ci riuscirò mai», ma se prestiamo attenzione al nostro dialogo interno ci accorgiamo che molte delle nostre considerazioni sono pensieri e non emozioni e, sarebbe più preciso dire «Penso che non ci riuscirò». Cambiare modo di pensare significa cambiare certe abitudini, ovviamente non sono da cambiare tutti i nostri modi di pensare, ma solo quelli che ci portano ad avere con frequenza emozioni intense e spiacevoli. L’emozione è, pertanto, un processo complesso che si attiva come risposta a uno stimolo interno o esterno, composto da quattro fattori: cambiamenti fisiologici, sensazioni, impulsi e pensieri. Le emozioni non sono né buone nè cattive, né positive, né negative, ma importanti e utili per ciascuno di noi. La connotazione positiva o negativa dipende dall’uso che ne facciamo e da quanto esse diventano pervasive. Si possono distinguere in piacevoli (felicità, soddisfazione, gioia) e spiacevoli (paura, tristezza, rabbia, preoccupazione..) e il vero problema consiste nel loro controllo. Se provo rabbia, ma so gestirla, evitando che mi invada, che diventi pervasiva di me e di tutti i contesti di vita, allora la rabbia non è negativa, ma mi può essere utile, se la uso in modo costruttivo, magari per mettere dei limiti, o per riuscire a dire ciò che non mi va. Il primo passo per controllare un’emozione è imparare a conoscerla, proprio mentre si sta manifestando. E questa capacità va allenata sin da piccoli. Conoscere, capire e riconoscere le nostre emozioni ci aiuta ad essere in contatto con i nostri reali bisogni, e ad avere comportamenti che siano con essi coerenti. Le nostre emozioni fungono da guida per la realizzazione del nostro vero Sé. Inoltre, ci aiutano a comprendere meglio gli altri, che si traduce in uno sviluppo di empatia, e a prevedere i loro stessi comportamenti. Tutto ciò fa parte della cosiddetta intelligenza emotiva. Ognuno di noi è un po’ Marco e un po’ Giulio, il segreto sta nel riuscire, davanti ad un’emozione spiacevole, a risalire a quella vocina interna che l’ha generata; solo così potremo aspirare a essere più Marco e meno Giulio.

Petra Visentin è una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLI-MEDICA e lo studio INTELLIGERE a Torre di Mosto, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

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