Fedeli a se stessi

“Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto di non essere abbastanza”.
Alda Merini

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è chiesto: “Ma io, che tipo di persona sono?” La risposta non è così semplice, perché nella maggior parte dei casi tendiamo a identificarci con un’unica parte di noi stessi e a comportarci di conseguenza. Di fatto, siamo una realtà psichica composita e contraddittoria. Non bisogna incorrere nell’errore di soffocare le parti di noi che apparentemente non ci piacciono: sono proprio loro a renderci unici, non certo l’adesione a modelli e stili di comportamento prevedibili e stereotipati. Per poter essere se stessi è necessario entrare in contatto con i vari aspetti di sé, dandogli spazio e diritto di esistere, mostrandoli e vivendoli apertamente in tutta la loro autenticità. è necessario, quindi, imparare ad individuarsi, scegliendo di non aderire forzatamente al pensiero altrui e di non omologarsi per la paura di non essere ben accetti, di non piacere o di entrare in conflitto. Tutto questo sicuramente costa fatica, ma il senso di libertà che possiamo conquistare con la possibilità di essere noi stessi vale molto di più del prezzo che si paga.

Per scoprire la nostra vera essenza, ESPRIMERE CIò CHE SIAMO DAVVERO, vivere la propria vita in modo da sentirci felici, in armonia con i propri valori, i propri sogni e le proprie aspirazioni, dobbiamo liberarci da tutta una serie di condizionamenti, abitudini e schemi mentali che ci portiamo dietro come un’armatura pesante con l’illusione che ci protegga ma che in realtà allontana il nostro focus da noi stessi. Oggi, si è abituati a indossare DIVERSE MASCHERE per relazionarsi con le persone. Non ci comportiamo allo stesso modo sul lavoro, tra amici, con il partner o quando siamo soli o conosciamo qualcuno che condivide i nostri stessi interessi. Il problema è che a forza di usare queste diverse maschere ci dimentichiamo chi siamo veramente e cominciamo a stare male, sentiamo un senso di vuoto.

Essere se stessi non significa comportarsi allo stesso modo in contesti diversi, perché questi cambiamenti fanno parte dell’adattamento sociale. Tuttavia, significa essere più naturali e spontanei, trovando il modo di esprimere la nostra identità in ognuno di questi contesti senza sentirci in imbarazzo e senza paura di non piacere. Come raggiungere, quindi, questo obiettivo?
1. Aumentando la conoscenza di sé. Non si può essere autentici se non ci si conosce, è semplice.
2. Accettarsi come si è. Come ci si può aspettare che gli altri ci accettino se noi non ci accettiamo?
3. Evitare il perfezionismo. Essere voi stessi e, allo stesso tempo, cercare di comportarvi perfettamente, sono due concetti che non vanno insieme. Essere se stessi significa essere più naturali, più autentici, agire senza porsi delle barriere e, ovviamente, questo atteggiamento ci può portare a commettere degli errori. Pertanto, nell’impegnarci ad essere più autentici dovremmo imparare ad accettare gli errori come se fossero delle lezioni di vita abbandonando il perfezionismo che è solo una gabbia che limita le nostre potenzialità.

Noi siamo ben di più di quello che sembriamo o vogliamo sembrare e possediamo risorse interiori che aspettano solo di essere guardate e attivate per aiutarci a diventare con più facilità e soddisfazione quello che siamo destinati a diventare.

“Essere sé stessi in un mondo che cerca costantemente di farci essere altro è il più grande dei successi”
Ralph Waldo Emerson

Petra Visentin è una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLI-MEDICA e lo studio INTELLIGERE a Torre di Mosto, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

Per scrivere a Petra Visentin: v
petravisentin@gmail.com

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