Il coraggio del lasciar andare

Ci vuole tanto amore per lasciare andare qualcosa o qualcuno che non ci appartiene più, o che forse non ci è mai appartenuto. Ci vuole coraggio per spezzare le catene dell’abitudine che avevamo intessuto negli anni per proiettarci poi verso l’ignoto, che all’inizio fa così tanta paura. Le semplici parole «lascia andare» possono rappresentare un vero e proprio mantra da ripetere in molte situazioni della vita. Per vivere in una condizione di benessere e di costante crescita, dovremmo imparare a lasciare andare pensieri, situazioni o persone che non migliorano la qualità della nostra vita.
Di solito è difficile non attaccarsi alle cose, perché l’uomo tende ad essere più sicuro di fronte a ciò che conosce, e quando perde qualcosa a cui era abituato, compaiono la paura e l’incertezza. Ci sono moltissime situazioni e persone che ci circondano e peggiorano la nostra vita, eppure continuiamo a mantenerci afferrati a loro, con testardaggine.

Spesso cerchiamo di trattenere il piacere come se non avessimo più fiducia che potrebbe ripresentarsi oppure rimuginiamo in continuazione su un’offesa riattivando così ripetutamente le emozioni ad essa connesse e prolungando la ferita nel tempo.
Lasciare andare significa accettare ogni situazione per quella che è. Significa non forzare le cose e lasciare che scorrano in modo naturale. Diversamente, rischiamo di comportarci come le scimmie indiane. Gli indonesiani catturano le scimmie mettendo una banana all’interno di un contenitore con un foro abbastanza ampio per permettere alla zampa aperta dell’animale di entrare, ma non abbastanza grande per il pugno chiuso. La scimmia attratta dalla banana cercherà di prenderla, ma per farlo deve stringere a pugno la mano, rimanendo incastrata. Proprio come la scimmia che afferra la banana e viene intrappolata perché non la lascia andare, così noi rimaniamo rinchiusi nella nostra mente. La banana indica i nostri pensieri e sentimenti. Il pugno stretto rappresenta la mente che si aggrappa a questi schemi e che non lasciamo andare.
Tuttavia abbiamo un’altra possibilità: lasciare andare senza rimuginare, accettando le cose che arrivano dalla vita. Prendere, quindi, la vita per quello che offre piuttosto che cercare di modificarla in modo che ci dia esattamente quello che desideriamo.
Non affrettarsi a dire e a pensare che qualcosa è negativo o positivo ma sperimentarlo con apertura e curiosità. In sostanza, lasciar andare significa rinunciare:

  • alla necessità di controllare le situazioni;
  • alla pretesa che le cose siano diverse da come sono;
  • alla pretesa che le cose siano come noi vogliamo.

È importante abbandonare l’idea che le cose debbano essere come noi vorremmo e concentrarsi sull’affrontarle così come sono.
Questo atteggiamento permette di aprirsi a nuove prospettive: osservare situazioni e problemi per quello che realmente sono può portare a nuovi modi di gestirli. Lasciare andare è tutt’altro che semplice, dobbiamo imparare ad allenare la nostra mente a vedere il bello in ogni momento e, quando sentiamo che è necessario, a rinnovare la nostra vita. Lasciar andare è una decisione coraggiosa, ma necessaria. È faticoso, è difficile, ma questo non significa che non possa essere presa.
Il fiume della vita scorre tra le sponde del dolore e del piacere. Il problema sorge solo quando la mente rifiuta di fluire con la vita e si arena sulle sponde.
Per fluire con la vita intendo l’accettazione: accogliere ciò che viene e lasciar andare ciò che va. (Sri Nisargadatta Maharaji)

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

Per scrivere a Petra Visentin:
petravisentin@gmail.com

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