Impara a dire no per rispettare te stesso

Il NO è una brevissima parola che spesso ci mette di fronte ad un’enorme difficoltà, sia nel poterlo esprimere che nel sentirselo dire da altri. Se riflettiamo su come quotidianamente gestiamo le nostre interazioni in famiglia, con gli amici, al lavoro, ci accorgeremo sicuramente che siamo più facilitati a dire Sì piuttosto che dire NO. Acconsentire alle richieste che ci fanno gli altri ci mette in quella posizione in cui tutti ci vogliono bene, siamo amici di tutti, con noi è impossibile litigare e in linea generale tutti hanno una buona opinione su di noi. Ma quanto di quei “sì” ci pesano, tolgono del tempo a qualcosa di più importante e ci incastrano in una frustrante spirale di obbligo? C’è una buona ragione per cui NO è una delle prime parole che impariamo a pronunciare fin da piccoli. Infatti, i bambini attraversano una fase di negazione in cui dicono no a tutto, per principio e senza scendere troppo nei dettagli. In questo modo riaffermano la loro identità. A questo proposito, scoprire l’esistenza del no e le sue implicazioni è un grande evento per il bambino, perché si rende conto che ha il diritto di decidere della sua vita, anche se inizialmente si tratta solo di piccole decisioni. L’autenticità e la capacità di rispondere sinceramente rispettando i propri bisogni, è un atteggiamento naturale nei bambini, che però con l’età adulta si tende a perdere.

Di fatto, è importante imparare a dire di no per mantenere il nostro equilibrio emotivo. La vita ci apre continuamente nuove possibilità che possiamo cogliere, ci tenta con opportunità che a volte non sono le più adatte a noi.

Inoltre, a volte dire di no è l’unico modo che abbiamo per difendere i nostri diritti e tenere controllate le persone che sono disposte a violare la nostra libertà, appropriandosi del nostro tempo. Anche in ambito professionale è fondamentale saper gestire l’arte della negazione, soprattutto per non venire sovraccaricati di mansioni che non ci appartengono e non assumere impegni che non possiamo portare a termine. Ovviamente, dobbiamo imparare a dire di no rispettando gli altri e mantenendo delle buone relazioni. Ma perché è difficile dire NO? Dire no è complicato, crea situazioni difficili che andrebbero gestite con fatica, per cui scegliamo l’opzione più semplice, ossia assecondare gli altri. La paura del conflitto, il senso del dovere e l’esigenza di sentirsi apprezzati dagli altri, sono alcune delle emozioni che possono prendere il sopravvento, diventando padrone delle nostre scelte Tuttavia, compiacere continuamente gli altri senza rispettare se stessi è un atteggiamento assolutamente controproducente che, oltre a creare malessere, non aiuta davvero nelle relazioni con gli altri. Quando non mettiamo limiti, in qualche modo non ci rispettiamo. È come se fossimo invisibili a noi stessi e tutti gli altri avessero il diritto di decidere per noi. Prendiamo in considerazione anche il fatto che non sappiamo dire di no perché a volte non riusciamo a tollerare un No rivolto a noi.
Se iniziamo a percepire quel No non come un rifiuto a noi, ma come un darsi valore dell’altro, impareremo con maggior facilità a dire di No a nostra volta. Il No non è un rifiuto alla persona, ma una semplice e preziosa parola per tutelarsi, amarsi e non entrare in collusione con le aspettative del mondo sociale esterno. Impariamo a dire No con frasi semplici e dirette, in modo educato ed esplicito, senza trovare giri di parole o scuse, magari proponendo delle alternative. Siate fedeli a voi stessi e a quello che siete e concedetevi la libertà di esprimere appieno la vostra persona anche attraverso qualche NO.

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

Per scrivere a Petra Visentin:
petravisentin@gmail.com

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