Paura e procrastinazione

A chi non è mai capitato di pensare «mi metto a dieta da domani», «inizio palestra da lunedì», «la prossima settimana inizio a studiare per gli esami», … per non parlare di cambiamenti più radicali nella propria vita.

La tendenza del: lo faccio dopo, domani, lunedì,… è sempre più frequente.

Qualsiasi momento sembra essere migliore di quello presente per fare una cosa che per qualche motivo non ci piace. Ma poi, quel momento perfetto, in cui avevamo riposto ogni nostra speranza, non arriva mai. E così ci ritroviamo in trappola: bloccati nei nostri obiettivi che nel frattempo sono sfumati per strada, o costretti ad affrontare di colpo impegni e problemi che intanto sono diventati montagne. Sappiamo di non poter evitare di fare determinate cose, o non vogliamo rinunciarci, eppure l’idea di farle ci investe di stress e sensazioni negative.

Rimandare a un momento futuro può sembrarci il compromesso perfetto, ciò che ci consente di mettere a tacere l’eventuale senso di colpa senza però farci entrare in contatto con i nostri limiti, le nostre insicurezze e tutto quello che ci mette a disagio. Scivolare nella procrastinazione è qualcosa che capita a tutti: non è necessariamente una cosa preoccupante, a meno che non avvenga con una frequenza tale da farci sprofondare in un circolo vizioso che può condizionare in maniera importante la nostra esistenza. Questo atteggiamento può far insorgere problemi sul lavoro e/o nella vita sociale, influenzando la fiducia che nutriamo nei confronti delle nostre stesse capacità. Paura e procrastinazione vanno spesso a braccetto. Che si tratti di cercare un nuovo lavoro, conoscere persone nuove, o avviare delle attività importanti, quando si è spaventati si troveranno sempre decine di scuse plausibili per rimandare ciò che si vorrebbe o si dovrebbe fare.

La procrastinazione dettata dalla paura porta le persone ad immobilizzarsi, bloccarsi e ad essere incapaci di reagire. Tra le maggiori cause della procrastinazione troviamo alcune caratteristiche cognitive ed emotive: pigrizia, disinteresse, perfezionismo, paura dell’insuccesso, paura delle conseguenze, paura delle responsabilità.

Qualunque siano le cause che provocano la procrastinazione, rimandare una decisione è a sua volta una decisione che, in quanto tale, comporta conseguenze, cambiamenti e responsabilità.

Quindi, che lo si voglia o meno, procrastinare significa compiere una scelta. Tuttavia, è importante sapere che raramente il rimandare è una buona soluzione ai problemi, quanto piuttosto un rifugio illusorio per chi ha paura o non comprende l’importanza di affrontare le scelte della vita, siano esse piccole e/o grandi.

Come risolvere l’intoppo della procrastinazione?

Semplice a dirsi più difficile a farsi, ma non impossibile. è necessario un allenamento, una sorta di ginnastica mentale. Più ci sforziamo a vincere i timori e la pigrizia, più audace diventa la forza di volontà ed irrisori ci sembrano gli ostacoli che prima ci frenavano.

Per compiere un passo alla volta, un buon inizio è fissarsi degli obiettivi fattibili e raggiungibili, programmando le tappe intermedie secondo un percorso il più possibile sostenibile e che non venga vissuto con sacrificio e sofferenza. Individuare le motivazioni e cercare di capire cosa, invece, ci frena dall’iniziare. Prendere atto del fattore temporale, concentrandosi su ciò che è sotto il nostro controllo e vivendo con consapevolezza (non con rassegnazione) ciò che non lo è.

E ricordiamoci che oggi è il domani che ieri ci spaventava.

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni.

Per scrivere a Petra Visentin:
petravisentin@gmail.com

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