Con Giannetti ho sognato Jesolo a colori

Jesolo suddivisa in quartieri colorati. A contraddistinguerli i colori. Era il sogno che ho condiviso con Aldo Giannetti quando ho avuto modo di conoscerlo nella mia attività di amministratore comunale. Le prime volte che l’ho incontrato – devo ammetterlo – ne avevo una certa soggezione. Una parlata colta, ma non ricercata. I suoi pensieri mai banali, spesso provocatori, ma sempre con una logica stringente. Vedeva più di altri le potenzialità di Jesolo. Vede – mi diceva, dandomi rigorosamente del lei – Jesolo può correre su un’autostrada, ma occorre pensare in grande e avere il coraggio di rischiare. Allora – ero assessore all’urbanistica – si discuteva dei Piani particolareggiati attuativi (una delle infinite sigle d’intralcio per una decisione spedita).

Anch’io con lui cominciai a sognare Jesolo a colori. I 15 chilometri del Lido diviso in quattro, cinque quartieri, ciascuno dei quali doveva avere un suo carattere, un suo profilo, un  suo colore: colorate le strade, colorata la segnaletica, colorate le insegne. I sogni non li avrebbe realizzati la fata turchina, ma una imprenditoria – questo un altro suo punto fermo – resa capace e coraggiosa da cultura e competenza professionale. Avemmo occasione di bere un caffè insieme nel novembre 1993. Io avevo lasciato impegni amministrativi e politici e Jesolo eleggeva per la prima volta direttamente il sindaco. Una lista civica che era in competizione rese noto, a nostra insaputa, in caso di vittoria del suo candidato avrebbero proposto Giannetti assessore al turismo ed io all’urbanistica. Ridemmo divertiti. Ipotesi inesistente, ma ci consentì di sognare, per pochi istanti, si fosse potuto avverare. Comunque la si pensi Aldo Giannetti merita la gratitudine di Jesolo.

Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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