Di questa pasta è fatta la nostra ospitalità

Suppergiù è metà pieno e metà vuoto. Come lo guardiamo questo bicchiere? L’ho chiesto ad un amico albergatore. “Se le mie aspettative fossero state di un bicchiere stracolmo ti risponderei: un disastro! Ma il timore tra noi imprenditori era lo zero. Perciò se guardo a quella metà piena tiro un gran sospiro di sollievo. È quel tanto di ossigeno che basta per sentirti vivo e vitale, per capire che nulla è compromesso e sentire dentro di te l’energia che ti spinge: dai, stringi i denti, ce la farai anche questa volta”. L’albergatore è jesolano. La sua famiglia appartiene ai pionieri del turismo. Sono quelli che il turismo l’hanno costruito pietra su pietra. Lui l’albergo l’ha riaperto. Gli ospiti hanno incominciato ad arrivare. Non siamo al pieno, ma le prenotazioni sono riprese. Paura di questa situazione? “No, passerà anche questa – risponde -. Ma dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Dobbiamo voler più bene alla nostra città”. Con chi ce l’ha? “Con quelli ai quali non va mai bene nulla e vedono solo gli aspetti negativi, quasi li cercano e quasi ci trovano gusto a sottolinearli. E non muovono un dito”.
Per loro la colpa è sempre degli altri, degli amministratori comunali che son lì solo per le poltrone, dei presidenti delle categorie che non sanno farsi ascoltare. Per fortuna sono pochi, ma per me fin troppi. Mi fanno rabbia perché non vogliono bene alla nostra città. La fortuna nostra e dei nostri ospiti turisti e che la stragrande maggioranza di noi è piena di coraggio e di ottimismo. Ne abbiamo passate tante. Passerà anche questa. Se ognuno di noi farà la sua parte ce la faremo. Anzi ce la stiamo già facendo”. No, nessun commento. È fin troppo chiaro di che pasta è fatta la nostra ospitalità.

Giampaolo Rossi è stato assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,
tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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