Vacanza dignitosa anche sulla spiaggia libera

Arenile. Pur se da solo non basta, resta il fulcro dell’attività turistica. Ed è tanto, tanto vulnerabile. Lo può compromettere la natura, ma anche il suo uso. Da questo quadro, stralcio un problema molto specifico: le spiagge libere. Sono quelle non date in “concessione” a chi fa impresa turistica. Sono utilizzate per larghissima parte da turisti pendolari ma anche da residenti jesolani. Non c’è alcun criterio per usufruirne: ci si accomoda e si usa. Dove sta il problema? che questi tratti di spiaggia spesso si trasformano in un accampamento caotico e talora indecoroso. Sento già l’obiezione: i pendolari sono una risorsa e i residenti hanno diritto ad un fazzolettino di spiaggia. Concordo. Ma credo sia doveroso garantire anche al pendolare e al residente una giornata al mare che sia dignitosa. Perciò sono del parere – ed è mia convinzione da sempre – che le spiagge libere debbano essere regolamentate. Non penso che questo concetto confligga con la libera fruizione di un bene pubblico qual è l’arenile. Metto sul tavolo tre semplici riflessioni, credo utili, per una possibile regolamentazione. 1) A chi usufruisce della spiaggia libera dovrebbe essere garantito, assieme alla gratuità d’ingresso, uno spazio adeguato: anche la spiaggia libera ha un limite di capienza. 2) Qualche cent per i servizi (pulizia dell’arenile e salvataggio, per citarne solo due) andrebbe chiesto. La gratuità dell’uso della spiaggia non comporta la gratuità dei servizi. 3) Non vedrei per nulla scandalosa una bella card specifica per le spiagge libere. Ora che il coronavirus ha imposto di metter mano alla materia, si colga l’opportunità per individuare una soluzione non solo emergenziale ma di prospettiva.

Giampaolo Rossi è stato assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,
tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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