Le valli, una ricchezza per il territorio

Le lagune vengono considerate, in ecologia, ecosistemi di transizione: sono zone complesse, dove si interfacciano l’acqua dolce dei fiumi, la terra e l’acqua salata del mare. Il meteo, le maree e le fluttuazioni nell’entroterra influenzano aspetto e processi di tutte le lagune, e così anche la laguna di Venezia è un essere variabile, volubile, quasi una “bandiera a ogni vento”. Ma sappiamo che agli uomini la variabilità non va sempre a genio. Così, fin prima della fondazione di Venezia, comparve l’usanza di separare dalla laguna aperta degli specchi d’acqua, in cui poter intrappolare i pesci che venivano a crescere in laguna e dove praticare la caccia.
Queste sono le valli: ambienti creati da uomini che, pur avendo deciso di regolare a proprio piacimento i processi naturali per sfruttare pesce e selvaggina, hanno saputo creare nicchie ecologiche ricche e importanti. Sono numerose le specie di volatili che ancora oggi scelgono le valli per nidificare, come anche le specie ittiche e i piccoli mammiferi; per non parlare del trionfo della vegetazione, dove piante emerse e sommerse creano mosaici di rara bellezza. Tutto grazie a una stabilità ecologica che, in confronto alla laguna incostante e mutevole, sembra quasi una bella fiaba.

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.

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