La dura vita di noi donne

Appuntamento in piazza con un mio amico, anche lui in carrozzina. Però, siccome di secondo nome faccio Trenitalia, ho 10 minuti di ritardo. Arrivo, parcheggio ma non lo vedo, così lo cerco. Finalmente lo scorgo in fondo alla strada che guarda una vetrina.
Vabbè, dai, sono in ritardo, ma non serviva che se ne andasse voltandomi le spalle in questo modo, e poi dicono che sono le donne quelle permalose!
Mi preparo per raggiungerlo. Attraverso sulle righe, ma dall’altra parte del marciapiede trovo uno scalinone.
Mi tocca fare tutto il giro per cercare una rampa. Riprendo l’inseguimento e finisco in un branco di ciclisti. «Permesso, scusate, ocio che mi stirate cò ste ruote più grandi di me». Sana e salva riprendo l’inseguimento e lo chiamo.
Mi rispondesse una volta!
Manco si volta. Accelero, sicuro che lo prendo, invece la ruotina si incastra in una sconnessione delle mattonelle del marciapiede e, ad effetto catapulta mi rovescio in avanti con l’eleganza di Maurizio Costanzo a Ballando con le Stelle.
L’ultimo ciclista della fila torna indietro per raccattarmi dall’asfalto e ricompormi in formazione seduta.
Recupero un minimo di dignità e proseguo. Manco si è accorto che mi sono spalmata per terra… Finalmente lo raggiungo, lo chiamo di nuovo ma non si volta, arrivo, lo afferro per la maniglia della carrozzina e lo freno. Si volta e… un tedesco sconosciuto mi fa: «Bitte?».
Porco cane, una fatica della malora per rincorrere l’uomo sbagliato.
La dura vita di noi donne.

Emanuela Bressan è una donna disabile, orgogliosamente disabile viene da dire conoscendola, perché lei con molta sincerità dice: «La mia vita sulle ruote non è troppo male, anzi».
Se c’è qualche cosa che non le piace è la mancanza di conoscenza da parte delle persone, che finisce per causare grandi difficoltà.
Ironica, intelligente e molto sensibile, Emanuela racconterà a Vivijesolo com’è la sua vita da disabile, tra episodi divertenti e altri scomodi: perché tutto potrebbe diventare un po’ più facile se solo ci fosse un minimo di accortezza da parte di tutti.

Per scrivere a Emanuela Bressan:
soloabili@yahoo.it