La felicità che corre “sul filo”

Per il secondo anno consecutivo il Veneto Cable Park di Resana, su progetto del campione mondiale Emanuele Pagnini, ha ospitato i corsi di wake paralimpico. Il wakeboard è una specie di tavola da snowboard che corre sull’acqua trainata da un cavo d’acciaio.
Uno sport adrenalinico, divertente, dinamico che, per le sue difficoltà tecniche, salti e tricks, sembrava inizialmente precluso a persone con disabilità. Invece, ancora una volta, la volontà di superare i limiti imposti dalla paura del nuovo e dell’inesplorato, ha spinto qualcuno con il coraggio nelle proprie idee, a tentare e a vincere la sfida. Stiamo parlando di Pagnini che, da vero campione grintoso, è riuscito ad organizzare in tutta Italia questi corsi. Ma anche dei ragazzi che hanno supportato i corsi: Mattia, Fabio, Simone, Giampaolo, Giorgio, Chiara, Daniel, Michael, Carlo, il responsabile del centro. Istruttori, allenatori, tecnici. Tutti abili, sportivi, entusiasti, che si sono rapportati da normodotati, con la disabilità. E allora abbiamo chiesto ai ragazzi il loro punto di vista su questa bella esperienza. Ecco cosa ci hanno risposto.

Come nasce l’idea di aprire il wake ai disabili?
«Nasce due anni fa da un progetto di Emanuele Pagnini. Un camp di tre giornate, in cui ha messo a disposizione il materiale e la sua conoscenza, per presentare e fare provare questo sport a ragazzi disabili. È stata un’esperienza emozionante. Ci ha lasciato il segno e la voglia di portare avanti il progetto. Assieme ad Emanuele abbiamo promosso, nel 2019, una serata di beneficenza grazie alla quale abbiamo raccolto i fondi per acquistare il materiale. Ora abbiamo dei wake adattati, in parte messi a disposizione anche dal comune di Jesolo, con i quali possiamo far girare gli atleti disabili».

Che risposta ha avuto questa esperienza?
«Incredibile! Sia da parte dei ragazzi che delle associazioni. A detta di Pagnini siamo il club che ha ricevuto più partecipazioni alle giornate promosse per il camp disabili delle ultime tre edizioni. Non è facile organizzare queste giornate ma, per fortuna, abbiamo avuto una grande partecipazione anche di ragazzi che condividono il progetto e hanno voluto mettersi a disposizione».

Come vivono i ragazzi disabili questo sport?
«Molto intensamente. Si percepiscono tutte le loro emozioni, sia prima di entrare in acqua che quando riescono poi a partire. La felicità negli occhi è coinvolgente! La tenacia con la quale affrontano le prove è veramente un esempio per tutti noi che collaboriamo».

Che risposta agonistica avete avuto dai camp?
«Molto positiva ed il livello in questo ultimo anno si è alzato notevolmente. Per la prima volta in Italia ai campionati italiani che si terranno qui al Veneto Cable Park il 26 e 27 settembre, con grandissima soddisfazione, si aprirà la categoria del seatwake. Un traguardo che ripaga tutte le fatiche fatte da Emanuele e dai vari club ospitanti le edizioni dei camp paralimpici negli scorsi anni».

Che futuro prevedete per il seatwake?
«Se valutiamo la crescita degli ultimi anni e l’aumento del livello, non possiamo che pensare che il futuro per il seat wake sia grandioso».

Voi personalmente, come vivete questa esperienza?
«Personalmente quest’esperienza ci sta dando tanto. Ci ha fatto riflettere su quanto siamo fortunati anche se a volte non ce ne accorgiamo e su quanto spesso non siamo abbastanza tenaci nelle cose lasciandocele sfuggire dalle mani. Ogni ragazzo è stato un esempio su come affrontare le difficoltà e sull’importanza della costanza per raggiungere i risultati sperati».

Nonostante le cadute e le bevute qui ci si rialza e si respira allegria. I n fondo lo sport è anche questo: prestazione, condivisione, divertimento. L’associazione jesolana di vela “Uguali nel Vento”, con il supporto dell’assessorato allo sport del comune di Jesolo che ha fornito l’attrezzatura e che crede nel progetto, sta facendo girare i propri atleti a Resana. Vuoi vedere che il prossimo campione di wake disabili porterà lo stemma con il drago?…

Emanuela Bressan è una donna disabile, orgogliosamente disabile viene da dire conoscendola, perché lei con molta sincerità dice: «La mia vita sulle ruote non è troppo male, anzi».
Se c’è qualche cosa che non le piace è la mancanza di conoscenza da parte delle persone, che finisce per causare grandi difficoltà.
Ironica, intelligente e molto sensibile, Emanuela racconterà a Vivijesolo com’è la sua vita da disabile, tra episodi divertenti e altri scomodi: perché tutto potrebbe diventare un po’ più facile se solo ci fosse un minimo di accortezza da parte di tutti.

Per scrivere a Emanuela Bressan:
soloabili@yahoo.it

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