Il primo ago della storia

Sarà anche una leggenda, ma a me piace tanto pensare sia vera. La natura, si sa, fa tutto in modo perfetto e in anni in cui la medicina non era sviluppata come noi la conosciamo, si racconta che gli indigeni d’America nel caso di ferite profonde, utilizzassero la pianta d’agave come ago con filo di sutura incorporato.
La pianta di agave ha nell’apice delle sue foglie una grossa spina che, se viene staccata, si porta dietro un lungo filamento naturale e “sterilizzato”, la sua punta, non chiedetemi perché, è anestetica, o più precisamente intorpidisce la zona dell’epidermide che va a ferire (provato personalmente nel dorso della mia mano). Quindi, ricapitolando: ago, filo, anestetico, il filo di fibra naturale si dissolve con il passare dei giorni; direi che in caso di ferita non manca proprio nulla, basta solo avere la pianta a portata di mano.
Parti di agave variamente preparate sono state usate nell’alimentazione regolare da almeno 9.000 anni. Gli indiani Cochini, nella Bassa California, usavano l’agave cerulata come alimento quotidiano. Attualmente viene ancora utilizzata in piatti tipici, dalle agavi si ricava uno sciroppo, denso come il miele, utilizzato come dolcificante. Buone per noi ma anche per gli animali, pensate che in alcune regioni del Messico diverse specie sono utilizzate come foraggio per bovini. Buone da mangiare e anche da bere! Dalle agavi si ricavano da vari secoli bevande come l’aguamiel (bevuta fresca) e il pulque, ottenuto dalla fermentazione del precedente. Dopo l’occupazione europea del centroamerica fu introdotto il processo della distillazione, ignoto ai nativi, che permise di ottenere distillati oggi famosi come il mescal e la tequila (che prende il nome dalla città omonima dove per la prima volta è stato distillato).

Le fibra tessile ricavate dalle foglie di numerose specie hanno costituito il maggiore motivo di diffusione delle agavi nel mondo; sono utilizzate per corde, reti, ceste, abiti, coperte, tappeti, borse e altri oggetti di uso quotidiano. Successivamente per la produzione su larga scala di fibre furono selezionate anche altre specie, utilizzate in Messico, nei caraibi, in africa, Asia. Altri usi vari si trovano nella formazione di filari di piante utilizzati come recinzioni di terreni agricoli. I fusti delle maggiori infiorescenze vengono utilizzati come canne da pesca o pali. Le spine sono state utilizzate come ami da pesca o aghi per cucire. La pianta viene usata per guarire ustioni, proprio come la sua “sosia” aloe.
Il portamento e la spettacolarità della fioritura delle agavi ne ha favorito la piantagione di varie specie nei giardini pubblici e privati di tutto il mondo come pianta ornamentale, portandola a diventare una pianta molto conosciuta anche nelle nostre zone. La sua fioritura può salire di molti metri e durare molti giorni, unico difetto, dopo la fioritura che avviene dopo molti molti anni, la pianta ci “saluta” lasciando spazio ai figli che nascono sotto di lei.

Morris Marigo
Progettista e compositore floreale, ha appreso questa professione attraverso l’attività di famiglia e molti studi in questo ambito. Propone realizzazioni romantiche, razionali, sensibili. Flowerdesigner nella storica fioreriaroma Jesolo, tutor nella trasmissione Detto Fatto su Rai2

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