Sfatiamo un mito: non è vero che la pianta grassa beve poco!

Le piante grasse sono delle normalissime piante, ma con delle caratteristiche un po’ diverse rispetto ai normali canoni che siamo abituati a vedere nei nostri panorami. Darwin lo ha spiegato con l’evoluzione della specie che in tutti noi ha calamitato l’attenzione nelle specie animale, non dimentichiamo però che la prima a dettare legge è quella vegetale!

Le piante grasse sono delle piante che si sono adattate a dei climi caldi, dove la pioggia arriva in abbondanza solo in determinati periodi dell’anno e loro per adattarsi si sono trasformate mutando in (io lo chiamo così) una pianta “invertita” che ha spostato la clorofilla nella parte legnosa e viceversa. Infatti, le piante grasse, per incamerare più acqua possibile e farne evaporare il meno possibile con la fotosintesi, hanno spostato la clorofilla nella parte che solitamente è legnosa (il fusto) e la parte legnosa nella parte verde (le foglie) che in questo caso specifico si chiamano spine. L’intelligenza di questa pianta (o, più semplicemente, la selezione naturale) l’ha portata a farsi delle scorte di acqua dentro al suo fusto, composto da celle che incamerano scorte per i momenti di “carestia”, come per i letarghi degli animali, che consumano le scorte fatte al bisogno. Quindi, tornando alla domanda iniziale, la pianta grassa beve poco? NO! Allora quanto beve una pianta grassa? Come tutte le altre piante! Proprio come quanto dovrebbe mangiare un animale che non va in letargo. Con la stessa costanza che annaffi amo una pianta di macchia mediterranea, tanto in primavera ed e estate e poco in inverno.

Solitamente le piante grasse non curate come dovrebbero essere curate, muoiono dopo un paio d’anni, quando hanno finito le scorte, e lo fanno crollando su se stesse e rilasciando le poche scorte che avevano, quindi, quando le troviamo noteremo di sicuro una terra umida o bagnata, questo ci porta a pensare di aver dato loro troppa acqua! No, è l’esatto contrario (proprio come il gioco clorofilla legno) sono morte perché l’acqua era troppo poca. Spero di avere chiarito questo falso mito e ti darvi da oggi la possibilità di guardare le vostre piante grasse con un occhio diverso e con delle nuove attenzioni che le porteranno a vivere e magari fiorire dentro alle vostre case. Si, perché i fiori più belli, oserei dire ancor più belli delle orchidee li fanno le piante grasse, unico difetto è che per vederli a volte dobbiamo aspettare anche trent’anni, e a volte, dopo la fioritura ci salutano per sempre, come le agavi.

Morris Marigo
Progettista e compositore floreale, ha appreso questa professione attraverso l’attività di famiglia e molti studi in questo ambito. Propone realizzazioni romantiche, razionali, sensibili. Flowerdesigner nella storica fioreriaroma Jesolo, tutor nella trasmissione Detto Fatto su Rai2

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