I Colli Euganei, al centro di un sogno naturale

I Colli Euganei sono una formazione di un centinaio di vette di origine vulcanica, come suggerisce la loro inconfondibile forma conica, e costituiscono il primo parco regionale del Veneto, ricchissimo per flora e interessante anche per la fauna che lo popola. In questo ricco e variegato territorio sorgono 15 Comuni, tutti della provincia di Padova e molte realtà locali, una più interessante dell’altra. Tra i Comuni ricordiamo Arquà Petrarca, Abano Terme, Este, Monselice e Montegrotto.

Tutta l’area è percorsa da attrezzate piste ciclabili, passeggiate e sentieri per il trekking, tra cui i 41 km dell’Alta Via Dei Colli, oltre ad ospitare le Terme Euganee, il più grande polo termale d’Europa. Numerosi sono i punti d’interesse architettonico, tra cui Villa Barbarigo, col suo meraviglioso giardino, e Villa dei Vescovi, di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Da non dimenticare, infine, gli ottimi ristoranti, le numerose cantine e il Docg più famoso della zona, l’eccezionale Fior d’arancio.

VILLA BARBARIGO PIZZONI ARDEMANI: SOGNO DIVENUTO REALTÀ

Immerso nel meraviglioso paesaggio dei Colli Euganei si trova il sogno divenuto realtà del nobile veneziano Francesco Zuane Barbarigo e di suo figlio Antonio: la Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, che sorge al centro dello stupendo Giardino storico di Valsanzibio, realizzato tra il 1665 e il 1696 dall’architetto Luigi Bernini, fratello di Gian Lorenzo, il più importante esponente dell’arte barocca italiana.

Siamo in comune di Galzignano Terme, frazione di Valsanzibio, a due passi da Montegrotto. Qui i Barbarigo trovarono rifugio dopo la terribile epidemia di peste che, nella prima metà del ‘600, imperversava in Europa e colpì duramente anche la città di Venezia.

La villa non è liberamente visitabile, ma ad essere assolutamente unico nel suo genere è il parco, che si stende su di un’area di ben 15 ettari, costellata di statue, fontane e giochi d’acqua, con oltre 120mila piante, la maggior parte delle quali risalgono ancora al ‘600, il tutto mantenuto splendidamente grazie ad un continuo lavoro di manutenzione ed una cura ineguagliabile. Questo stupendo giardino, insignito del titolo di “più bel parco d’Europa”, era stato pensato, in origine, come percorso mistico-religioso: vi si accedeva in barca (fino all’ottocento arrivando direttamente da Venezia) dall’ingresso monumentale rappresentato dal Padiglione di Diana, per poi risalire in una sorta di sentiero verso la salvezza fino all’arco di Sileno ed al labirinto geometrico centrale, realizzato con ben seimila piante di bosso sempreverde.

Ancora oggi, a distanza di oltre trecento anni, soprattutto se si ha la fortuna di visitarlo con calma e senza troppa folla, il giardino continua ad inspirare una sensazione di sacralità fuori dal tempo: avvolti nella quiete suggestiva creata dal sapiente equilibrio tra alberi e fontane, statue ed iscrizioni poetiche, si può cercare di immaginare cosa pensava San Gregorio Barbarigo, primogenito di Francesco Zuane, che ne ideò la simbologia.

Alberto Teso

About Author /

Start typing and press Enter to search