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Su e Giù
per il Veneto
A CURA DI
ALBERTO TESO
L’INCANTEVOLE
BORGO DI SOAVE
Una delle cinte murarie più belle e meglio conservate del nord Italia
racchiude al proprio interno il meraviglioso borgo di Soave,
posto a presidio, sin dal X secolo, dell’importante arteria
di comunicazione nota già in epoca romana come via Postumia.
È impossibile non restare incantati, anche Domenicani. Il borgo passò nel ‘500 sotto il
percorrendo l’autostrada A4, ad una ventina controllo della Serenissima ma, poco più di
di chilometri da Verona, da questa cittadina un secolo dopo, cadde in stato di abbandono
fortificata, sulla quale svetta la torre merlata e, solo a fine Ottocento, il castello e con esso
del castello Scaligero, aperto al pubblico e l’intero borgo, tornarono agli antichi splen-
visitabile. Una volta varcata una delle por- dori. Imperdibile è la passeggiata sul cammi-
te d’entrata alla città medievale, si possono namento di ronda sulle mura, sia per godere
ammirare anche molti altri edifici di gran- di uno sguardo d’insieme del borgo, sia per
de interesse storico artistico, sia civili, come poter ammirare il bellissimo panorama col-
il Palazzo di Giustizia e Palazzo Cavalli, sia linare che si estende oltre la cinta muraria,
religiosi, come la chiesa di santa Maria dei nel quale spiccano i vigneti e gli alti cipressi.
… E DAL BORGO, IL PREGIATO VINO
Oltre che per le sue caratteristiche architettoniche e la sua storia millenaria, Soave è giusta-
mente famosa per il vino cui dà il nome: il Soave Classico. I vitigni Garganega e Trebbiano,
che si coltivano sui colli Lessini, tra Soave e Monteforte d’Alpone, sono quelli da cui si ricava
questo vino dal sapore asciutto ed il profumo intenso, tali appunto da conferire al vino il suo
nome altisonante. Più di recente, al Classico si sono aggiunti il Recioto e il Superiore. È possibile,
quindi, affiancare ad una gita culturale anche un’esperienza enogastronomica, assolutamen-
te consigliata, percorrendo la cosiddetta Strada del Vino Soave.
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