Page 9 - ViviJesolo-03-2024
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Se c’è una cosa che non sappiamo Ma il numero magico di un milione (di quando hai magari un concorso per band
come esprimere noi da spettatori, è biglietti venduti in un anno) come lo impari che non c’è soltanto la musica per
quando vediamo un cartellone con vivete? C’è un precedente in Italia? attrarre l’attenzione del pubblico».
date tutte sold out. Non è una cosa (Ferdinando Salzano). «Così no, così con-
che succede spesso, ha quasi del mi- centrato in dodici mesi a memoria no. Come avete affrontato gli arrangia-
racoloso. E voi, invece, sembra che ci Andando a memoria vi do un dato pron- menti di questo tour?
veleggiate sopra… to a essere smentito, ma credo di no». (Elio Biffi). «Suoniamo, pensiamo, ragio-
(Riccardo Zanotti). «Noi nasciamo come (Riccardo Zanotti). «Noi non viviamo con niamo, dibattiamo. Quindi, l’affrontare
una band live e questo secondo me è par- questo milione sulla testa. Chiaramen- gli arrangiamenti non è solo provare le
te del nostro Dna, ci è sempre piaciuto e te siamo felicissimi, però non vogliamo cose, ma anche ragionare tra noi su quali
abbiamo imparato a farlo fin da ragazzi- diventare numeri. Perchè i numeri sono sono gli equilibri dello spettacolo, le im-
ni. Chi viene dal metal, chi dall’elettroni- importanti, ma i pezzi di più. Noi voglia- magini, la possibilità di prendersi spazio
ca, chi dal folk. Il rito proprio apotropai- mo scrivere musica, fare quello sul palco visivo e nel frattempo musicale, che è una
co del live è centrale, l’abbiamo sempre e, allo stesso tempo, siamo coscienti dei cosa che stiamo esplorando tanto».
detto. Ci sono state delle polemiche negli risultati che abbiamo ottenuto. Ci han- (Riccardo Zanotti). «Anche perché ogni
anni, iniziate decine e decine di anni fa su no detto anche che su vari magazine di palco è diverso, a differenza degli stadi in
artisti che fanno 3 o 4 date e basta e quel- stampo mondiale (Pollstar) hanno citato cui più o meno ti ritrovi sempre. Magari
lo lo chiamano tour. Non è un problema il nostro come un esempio abbastanza la parte del pubblico è completamente
fare anche così, noi non li incolpiamo di virtuoso. In sintesi, sì, siamo coscienti diversa. Qui lo stage è molto modulabile,
nulla, però dall’altra parte a noi piace an- dei risultati che abbiamo ottenuto, però magari hai un’uscita, non ne hai un’al-
che proprio partire e non vedere nessuno dall’altra parte non viviamo pensandoci». tra, la parte a destra è più estesa, quindi
per settimane - in questo caso per due (Lorenzo Pasini). «Poi, nella realtà dei fatti ci basiamo anche su quello. Non c’entra
mesi. Ovviamente non è una vacanza, è non ragioni il tour pensando al milione strettamente con l’arrangiamento, ma
comunque un lavoro, però ti diverti». di persone perché l’obiettivo che abbia- studiamo proprio tutto quello che è il
mo noi tutti è sempre quello di creare il live insieme in questi due mesi e mezzo,
migliore show». a partire dalle mappe dei palchi. Siamo
(Lorenzo Pasini). «Noi vediamo le persone abbastanza maniacali su certe cose».
di sera in sera, ed è il riscontro di loro alla
fine di ogni serata che è la cosa che poi ci
spinge ad andare avanti, più che il dato
simbolico. Che, appunto, per carità, fa
molto piacere, ma non è per quello che
cerchiamo di andare avanti».
In tutto questo, il fatto che voi abbiate
fatto una lunga gavetta prima di di-
ventare così grandi, come vi ha aiuta-
to anche a gestire questa popolarità?
(Riccardo Zanotti). «La gavetta ti aiuta in-
nanzitutto all’inizio nell’attrarre l’atten-
zione perché se c’è un pubblico svoglia-
to, che agli inizi non è affezionato, devi
inventarti qualcosa che va spesso oltre le
canzoni, perché ormai l’ascolto non è più
quello che magari c’era un tempo, siamo
subissati dalla musica ogni giorno, quin-
di anche dopo alcuni secondi, l’orecchio
umano cambia. E anche a un live è così,
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