Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto: si è tenuto a Jesolo l’evento conclusivo del progetto regionale
Presentati i risultati di una rete d’eccellenza che unisce tutte le Aziende sanitarie del territorio: oltre 120 inserimenti lavorativi, esperienze di vita indipendente e la presenza straordinaria alle Olimpiadi Milano-Cortina.
Si è svolto a Jesolo l’evento conclusivo del Progetto Turismo Sociale e Inclusivo della Regione del Veneto per il biennio 2025-2026, un’iniziativa di respiro regionale coordinata dall’ULSS4 Veneto Orientale come azienda capofila con il pieno coinvolgimento di tutte le Aziende Sanitarie del territorio. Dall’idea pionieristica nata nel territorio dell’Azienda ULSS4 di realizzare una spiaggia dedicata alle persone con disabilità, la Regione Veneto dal 2017 ha finanziato nel tempo una progettualità specifica sul turismo sociale e inclusivo volta a stimolare e realizzare un cambiamento culturale da parte di tutti i portatori d’interesse pensando e riprogettando luoghi, attenzioni e servizi rivolti a turisti con disabilità o fragilità al fine di renderli accessibili a tutti senza distinzioni. L’evento conclusivo ha rappresentato il momento di sintesi, per il biennio 2025-2026, di un percorso che ha unito sanità pubblica, istituzioni, imprese e mondo del terzo settore con l’obiettivo di rendere l’offerta turistica veneta accessibile e aperta a tutti, trasformando la vacanza in un’opportunità concreta di integrazione sociale e autonomia. Il Progetto “Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto”, approvato con la DGR n. 40/2025 e finanziato con circa 3,5 milioni di euro dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, promuove il turismo accessibile nella regione.
“Oggi si parla non solo di turismo accessibile per chi si sposta e viaggia nei nostri territori ma anche per le persone con disabilità che lavorano nel campo del turismo – ha sottolineato la Ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli nel messaggio che ha voluto inviare– Ho avuto modo, nel corso del tempo, di verificare la qualità dei progetti e il grande lavoro che è stato portato avanti, e di questo vi ringrazio di cuore. Voglio salutare l’Assessore Paola Roma che ha dimostrato di essere sempre attenta al territorio, alle persone, alle famiglie e ringraziarla per questo impegno che sta letteralmente trascinando il mondo che si occupa di disabilità e di temi legati al sociale. Complimenti per questa solida rete che avete consolidato in Veneto, dedicata anche al turismo accessibile e sostenibile, punto di riferimento a livello nazionale”.

Nel corso del biennio sono stati avviati 124 percorsi di inserimento lavorativo, realizzati prevalentemente all’interno di strutture ricettive del territorio regionale, realtà commerciali, enti locali e associazioni di categoria, permettendo a giovani con disabilità o in situazione di fragilità di sperimentarsi in contesti professionali stagionali. L’esperienza lavorativa è stata affiancata in diversi casi da innovativi progetti di autonomia abitativa e vita indipendente condotti al di fuori del contesto familiare con il supporto di operatori specializzati, a cui si sono aggiunte centinaia di iniziative dedicate al tempo libero e alla socializzazione, tra cui laboratori musicali e teatrali, sessioni di Thai Chi e Yoga in riva al mare o in montagna, navigazione a vela, parapendio, voga, Sup (Stand up paddle) e percorsi di cicloturismo.
“Dieci anni fa, qui a Lido di Jesolo, la spiaggia di Nemo ha dimostrato che un territorio può essere davvero accessibile a tutti – ha dichiarato Paola Roma Assessore ai Servizi Sociali della Regione del Veneto – Da quell’esperienza è nato un percorso che ha dato a tante persone con disabilità la possibilità di lavorare, di sperimentare l’autonomia abitativa e di partecipare alla vita sociale e al tempo libero, coinvolgendo tutte e nove le Ulss del Veneto. Un modello nato sul nostro litorale che è diventato un esempio anche per le altre regioni italiane. Questo decennale non rappresenta soltanto un traguardo formale, ma un vero e proprio punto di svolta culturale per la nostra comunità. Nel corso di questi anni abbiamo compreso che l’accessibilità non riguarda esclusivamente l’abbattimento delle barriere architettoniche fisiche, ma implica la costruzione di ponti relazionali, formativi e lavorativi capaci di durare nel tempo. Fondamentale, in questo percorso, è stato l’approccio fondato su una vera e propria partnership territoriale: una rete solida e capillare che vede camminare fianco a fianco le Aziende Ulss, i Comuni, il Terzo Settore e le realtà imprenditoriali private, dimostrando che quando la responsabilità sociale diventa un obiettivo condiviso, l’intera comunità ne esce rafforzata. Integrare la dimensione del turismo inclusivo con i progetti di vita indipendente, con la formazione lavorativa e con le attività sportive e motorie — straordinari strumenti di socializzazione, crescita personale e benessere psicofisico — ha permesso di superare una visione meramente assistenziale, trasformando il welfare in un motore dinamico di sviluppo territoriale e coesione sociale. Guardare al futuro – ha concluso Paola Roma – significa ora consolidare questi risultati, scalare le buone pratiche adottate su scala regionale e continuare a investire sulla piena autodeterminazione delle persone, affinché ogni progetto individuale di autonomia trovi terreno fertile in cui germogliare. Ringrazio l’Ulss4, tutte le aziende sanitarie, i Comuni, gli operatori, gli imprenditori e le famiglie, e soprattutto le persone che sono state protagoniste di questo percorso. Ci hanno mostrato che l’inclusione è un beneficio per tutti: per le persone con disabilità, che trovano occasioni di autonomia, sport e partecipazione, e per chi lavora con loro, che scopre in ogni collega un valore aggiunto e un motivo di coesione per l’intero gruppo di lavoro. Stessi orizzonti, più opportunità per tutti”.
Il progetto ha promosso una nuova cultura dell’accoglienza turistica e favorito l’indipendenza delle persone con disabilità, offrendo loro straordinarie opportunità di inserimento lavorativo come spiega il Direttore Generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza: “Tutto è partito dalla straordinaria esperienza della Spiaggia di Nemo a Jesolo, nata per offrire vacanze accessibili e sicure. Oggi quel primo passo si è trasformato in un vero e proprio ecosistema dell’inclusione che coinvolge l’intero territorio regionale, consentendo alle persone con disabilità di vivere esperienze concrete di autonomia, lavoro e vita sociale. Dimostriamo così che un sistema sanitario d’eccellenza sa andare oltre la cura, accompagnando le persone nel loro percorso di vita e riconoscendone la piena dignità”.
Alberto Maschio, assessore al Turismo del Comune di Jesolo: “Jesolo è orgogliosa di aver ospitato questo momento conclusivo e, soprattutto, di essere stata il luogo da cui è partito un percorso che oggi coinvolge l’intero Veneto. La Spiaggia di Nemo ha rappresentato una vera esperienza pionieristica, dimostrando che accessibilità e qualità dell’accoglienza possono e devono procedere insieme. Per una destinazione turistica come Jesolo, l’inclusione non è soltanto un valore sociale, ma un elemento qualificante della nostra offerta. I risultati raggiunti dimostrano quanto sia importante fare rete tra istituzioni, sanità, imprese e associazioni per costruire un turismo realmente aperto a tutti. È un percorso che vogliamo continuare a sostenere e sviluppare, perché rendere una destinazione più accessibile significa renderla migliore per tutti”.
A testimonianza dell’eccellenza e della solidità del modello veneto, il progetto ha visto la partecipazione anche nella prestigiosa cornice delle Olimpiadi Milano-Cortina, dove alcuni partecipanti hanno svolto un’esperienza lavorativa sul campo in occasione del grande evento sportivo internazionale.








