La mia cucina stellata

Lo chef stallato Isa Mazzocchi ospite di Jesolo Gourmet Festival

Dal 1989 la cuoca piacentina è titolare del ristorante La Palta, che propone un menù legato soprattutto alla tradizione e che le ha permesso di ottenere svariati riconoscimenti. Come, per esempio, il premio speciale Michelin “Chef Donna 2021”

Tra i nomi importanti di questa edizione di Jesolo Gourmet Festival c’è sicuramente quello di Isa Mazzocchi. Una carriera ricca di riconoscimenti, la sua, culminata nel 2021 con il raggiungimento della Stella Michelin e del premio speciale Michelin “Chef Donna 2021”. Una lunga storia professionale, segnata nel 1989 con l’apertura del ristorante La Palta a Bilegno, piccola frazione di Piacenza: una gemma nascosta, come lo chef stellato ama ricordare, incastonata tra colline dolci, orti preziosi e abitazioni di una volta.

Isa, chef stallato e molti altri riconoscimenti: da dove nasce questo successo?

«Nasce sicuramente dalla passione per un mestiere straordinario e nel mio caso anche da una sorta di eredità familiare considerato che mia madre era cuoca. Ho ereditato una sorta di terreno fertile che mi ha permesso di crescere, accompagnato da determinazione e, ovviamente, da uno staff, nel quale ha un ruolo fondamentale mia sorella Monica, che con impegno e dedizione sono fondamentali per l’attenzione al cliente».

Che effetto fa essere uno chef stellato donna, considerato che la storia racconta di un riconoscimento di solito riservato agli uomini?

«Ovviamente grande soddisfazione anche perché è un riconoscimento che ridisegna l’immaginario e cresce attorno a valori assolutamente importanti per chi lavora in cucina. Facile da dire, meno facile da mettere in pratica, considerato che oggi più che mai il ristorante non è solo mangiare e bere, ma prevede un percorso culturale non sempre semplice».

È corretto sostenere che, in fondo, tutto nasce dal diploma alla scuola alberghiera di Salsomaggiore?

«Sicuramente è stato un passaggio fondamentale, quantomeno per il fatto che mi ha permesso di lavorare da subito per due anni con quello che considero il mio maestro e insegnante di vita, George Cogny».

Come giudica la sua partecipazione a Jesolo Gourmet Festival?

«Un invito prestigioso che mi affiancherà a nomi importanti della cucina. A Jesolo porterò prima di tutto la mia esperienza, tradotta in questo caso a ricette che raccontano la mia storia professionale».

Una curiosità: il menù del suo ristorante su cosa punta?

«Puntiamo molto sulla tradizione delle nostre terre e su menù degustazione molto particolari fino ad arrivare alla pasta».

Ovvero?

«Tutti da scoprire».

Qualche esempio?

«Tortelli tradizionali piacentini, insalata di pisarei ai gamberi di fiumi, i tortelli di pisarei ripieni di anolini. E poi una ricetta tutta nostra, che abbiamo battezzato ravioli di ravioli».

Parlando di territorio, da scoprire anche attraverso le eccellenze enogastronomiche, cosa ci dici della “tua” Piacenza?

«Tutta la provincia mi affascina, anche se il mio cuore è per la Val Tidone: gli scorci di natura della Rocca d’Olgisio e la diga del Molato mi lasciano regolarmente senza fiato. E vi invito a visitare della città di Piacenza, con i suoi angoli, le sue vie e le architetture. Ora sarò felice di visitare anche la vostra bella città».

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