Concessioni demaniali: a dicembre 2023 si azzera tutto

Il Consiglio di Stato si è pronunciato sulle concessioni demaniali, la cui proroga è stata fissata solo fino a dicembre 2023.

Di seguito le dichiarazioni di:

Alberto Maschio – Presidente Associazione Jesolana Albergatori e coordinatore Federalberghi Spiagge Venete

Alessandro Berton – Presidente Unionmare Veneto e vice presidente Federconsorzi Arenili Jesolo

Alberto Maschio – Quali sono i pericoli legati a questa sentenza?

“I pericoli dipendono da noi, dalla nostra capacità o incapacità di muoverci ed essere interpreti del nostro futuro. In questo momento credo vada fatta una assunzione di responsabilità da parte di tutta la nostra categoria, essere consapevoli che siamo fra i principali attori che incidono sul sistema spiaggia e, a fianco al sistema dei balneari, essere interpreti di quello che deve essere un cambiamento, una evoluzione del concetto spiaggia, non solo della nostra località, ma di tutta la costa veneta.

Abbiamo gli strumenti per poterlo fare; dobbiamo essere consapevoli e consci dell’importanza del ruolo che la nostra categoria ricopre all’interno del sistema turistico balneare della costa veneta e, in virtù di questo, essere interpreti di quello che deve essere un cambiamento che ci deve fare affrontare non solo i prossimi due anni ma, soprattutto, i prossimi venti da interpreti efficaci e risolutori di quella che oggi è una problematica che si trascina da diversi anni”.

I tempi ora non ci sono più: cosa intendete fare come associazione di categoria?

“Credo che purtroppo siamo generalmente un paese dove siamo bravissimi a muoverci sulle esigenze e sulla necessità di farlo e molto meno sulla spinta evolutiva. Avere questo termine a breve ci impone di muoverci in maniera massiccia e veloce. Quindi, dobbiamo necessariamente iniziare a progettare la spiaggia del domani: gli strumenti ci sono per poterlo fare, le visioni non mancano. Ma oggi non c’è più quel tempo che ci ha permesso di dire “faremo”: oggi dobbiamo “fare””.

Alessandro Berton – Vi aspettavate queste tempistiche?

“E’ evidente che la pubblicazione della sentenza ha preso tutti in contropiede per quello che riguarda il timing; non siamo, invece, sorpresi sul contenuto, perché è da tempo che in qualche modo ci aspettavamo che l’orientamento fosse questo. Era evidente che la Legge 145 presentasse delle criticità, che sono state evidenziate dalla sentenza del Consiglio di Stato.

Dovremo utilizzare questi due anni di periodo transitorio per mettere in campo azioni concrete, per sfruttare quelle opportunità che, ad esempio, la regione Veneto ha, ovvero l’utilizzo della Legge 33 del Project financing e, quindi, la possibilità di coniugare gli investimenti che fanno parte della naturale propensione dell’imprenditoria veneta, con la certezza di un titolo che non tema l’incertezza normativa della direttiva Boolkestein”.

In cosa consiste la Legge regionale e come vede impegnati gli imprenditori per uscire da questa situazione?

“Il Veneto è l’unica regione italiana che, ad oggi, ha uno strumento legislativo che permette il rilascio di nuove concessioni demaniali che siano effetto di un Project financing e che, quindi, passino attraverso un percorso che non farà temere le infrazioni che invece si sono cristallizzate sulle concessioni. E’ uno strumento efficace, che è già stato utilizzato in alcuni casi, che dovranno essere replicati; ed è, soprattutto, uno strumento che ci permette di, da una parte, innalzare il livello qualitativo dei servizi da offrire ai nostri ospiti e, dall’altra di riqualificare il nostro territorio;

non va dimenticato, infatti, che c’è una quota importante di investimenti che deve essere condiviso con la pubblica amministrazione. Riteniamo che questo sia lo strumento ideale in questo momento per dare una risposta forte e per permettere al comparto turistico veneto di dimostrare ancora una volta le proprie peculiarità che lo distinguono dalle altre realtà costiere italiane”.

Però non ci sono più i tempi per aspettare.

“Il tempo è finito, è evidente che dobbiamo iniziare a lavorare subito. E’ altrettanto evidente che noi ci troviamo nella posizione avvantaggiata rispetto ad altri territori, avendo a disposizione lo strumento legislativo regionale.

Ma dobbiamo iniziare a lavorare subito per far sì che gli esempi virtuosi di Bibione, del Lido di Venezia e di Eraclea Mare (presentato qualche mese fa) possano essere replicati, diventando esempi di sistema per tutta la costa veneta”.

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