ULSS4 presenta il programma “Vacanze in Salute” per la stagione estiva 2026
L’azienda sanitaria mette in campo professionisti, strutture e servizi per accogliere i 22 milioni di turisti che ogni anno affollano le spiagge del litorale veneziano.
Presentata ufficialmente oggi pomeriggio, a Caorle, l’edizione 2026 di “Vacanze in salute”, un progetto che mira a rendere la permanenza dei turisti lungo il litorale veneziano sicura, protetta e a prova di imprevisto, con un investimento economico dell’ULSS4 Veneto Orientale pari a oltre 5,2 milioni di euro. Attivi 5 PPI (punti di primo intervento), 200 gli operatori coinvolti tra medici, infermieri, OSS e amministrativi, 22 interpreti e 3 ospedali in rete per ricoveri ed emergenze.
Nel corso dell’evento, sono intervenuti il Direttore generale dell’azienda sanitaria Carlo Bramezza, il project manager del programma Vacanze in Salute e per lo sviluppo del turismo sanitario Sebastiano Maso, l’Assessore ai Servizi sociali del Comune di Caorle Katiuscia Doretto, in rappresentanza anche dei colleghi di Jesolo, San Michele al Tagliamento, Cavallino-Treporti ed Eraclea, e il Vicepresidente e Assessore regionale al Turismo della Regione del Veneto Lucas Pavanetto.
Il litorale di riferimento dell’Azienda ULSS4 Veneto Orientale, con le sue località balneari, rappresenta una delle destinazioni estive più frequentate d’Italia e d’Europa, con 21,8 milioni di presenze turistiche su un totale complessivo regionale di 74 milioni di arrivi.
Nel 2025 si sono registrati 6.518.369 di turisti a Cavallino-Treporti, 5.314.770 a Jesolo, 4.248.380 a Caorle, 407.931 a Eraclea e 5.320.294 a Bibione. Di questi, il 24 per cento sono italiani e il 76 per cento sono stranieri.
In questi anni l’ULSS4 ha sviluppato un modello sanitario all’avanguardia che unisce accoglienza, prevenzione e assistenza sanitaria, tutelando affidabilità, competitività e reputazione delle destinazioni costiere. “Vacanze in salute” rappresenta una rete moderna che, fortemente potenziata nei mesi estivi, unisce presidi ospedalieri, ambulatori, punti di primo intervento, servizi di medicina turistica e continuità assistenziale, farmacie, servizi infermieristici e centri dialisi, in un sistema sanitario integrato pensato per tutelare la salute delle persone in vacanza. La dialisi turistica rappresenta uno dei servizi più qualificanti e strategici del programma, con due sedi operative, a Jesolo e a Bibione, 18 postazioni tecniche complessive e oltre 2050 trattamenti effettuati nel 2025. Da segnalare, sempre lo scorso anno, 731 accessi alla medicina turistica per continuità assistenziale e consulti e 37.230 accessi ai PPI.
“L’esperienza maturata, soprattutto nel Veneto Orientale dimostra che la sanità pubblica, quando è pensata in chiave territoriale, stagionale e integrata, protegge i cittadini, sostiene gli operatori economici, aumenta la percezione di sicurezza e rende più robusta la competitività internazionale del territorio – ha dichiarato il Direttore dell’ULSS4 Generale Carlo Bramezza – Per queste ragioni il programma si presta oggi a diventare un riferimento regionale, anche mediante strumenti di governance più maturi e una cornice economica coerente con l’ampiezza degli obiettivi perseguiti”.
“E’ un’iniziativa che interpreta in modo concreto una delle sfide più importanti del turismo contemporaneo – sottolinea il vicepresidente e Assessore al Turismo della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto – Oggi, infatti, una destinazione sempre più spesso viene scelta anche per il livello di sicurezza, di assistenza e di tutela che sa garantire alle persone durante il soggiorno. Rafforzare i servizi sanitari nel periodo di massima affluenza turistica significa comprendere fino in fondo che il turismo non è un settore, ma un fenomeno trasversale che coinvolge sanità, mobilità, lavoro, sicurezza urbana, organizzazione dei servizi pubblici e qualità della vita delle comunità ospitanti. Considerando il fatto che le destinazioni balneari del Veneto rappresentano uno dei principali motori del turismo regionale e incidono per oltre il 36 per cento delle presenze complessive registrate in regione, contribuendo in misura determinante ai risultati complessivi, garantire presidi medici dedicati ai turisti, potenziare il personale sanitario, attivare studi medici stagionali e servizi di primo intervento non è un elemento accessorio. È parte integrante della competitività della destinazione”.
Attraverso “Vacanze in salute”, inoltre, si aggiunge l’obiettivo di rafforzare il ruolo del personale aziendale, non solo con una logica di appartenenza istituzionale, ma con una precisa visione di sostenibilità del modello: consolidare équipe stabili, accrescere l’adesione ai protocolli, migliorare l’integrazione tra area critica, ospedale e territorio e rendere il sistema più adattivo rispetto ai picchi di domanda.
“È in tale cornice che la nuova Direzione Strategica intende fare del Programma “Vacanze in Salute” anche uno strumento di crescita professionale, attrattività interna e valorizzazione del personale dipendente – conlcude Bramezza – Questo si ottiene promuovendo una progressiva riduzione della dipendenza da modelli esterni e rafforzando, soprattutto nei servizi di area critica, una cultura organizzativa fondata sulla responsabilità pubblica, sulla qualità e sulla stabilità delle équipe”.








