L’uva diventa spettacolo

Jesolo si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: Wine & Folk, in programma sabato 6 e domenica 7 settembre.

La manifestazione ripropone la tradizionale festa dell’uva, di origine contadina, nata per celebrare la fine della vendemmia e divenuta nel tempo un momento di gioiosa condivisione per l’intera comunità. Due giornate all’insegna della musica, della convivialità e delle eccellenze del territorio, con un format moderno che non rinuncia al legame con le radici e la cultura locale. Il cuore dell’evento sarà, come sempre, la sfilata dei carri allegorici: autentiche opere creative ispirate all’uva, al vino e ai riti della vendemmia, animate da majorette, coreografie e spettacoli itineranti. A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente ci penseranno i gruppi musicali dal vivo, che accompagneranno il percorso fino alle piazze di arrivo, dove il pubblico potrà immergersi in un ricco programma di attività. Laboratori tematici, esperienze sensoriali e momenti didattici offriranno l’occasione di conoscere da vicino il mondo vitivinicolo e le tradizioni contadine, mentre spettacoli di folklore locale – tra canti, balli e performance popolari – trasformeranno la città in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Il programma

  • Sabato 6 settembre
  • Piazza Torino
  • Ore 20– 22
    Laboratori tematici per bambini ed esperienze legate alla vendemmia
    (pigiatura dell’uva e Osteria n.1000)
  • Ore 20.30 – 22.30
    Live Band: Annalisa Group
    (in attesa dell’arrivo dei carri allegorici)

Piazza Marconi

  • Ore 20.30 – 22.30
    Laboratori tematici per bambini ed esperienze legate alla vendemmia
    (pigiatura dell’uva, e Osteria n.1000)
  • Ore 21 – 22.45
    Esibizioni di gruppi di danza e ballo tradizionale
    (in attesa dell’arrivo dei carri allegorici che attraverseranno tutto il centro città)
  • Ore 23 premiazione dei carri allegorici e saluti finali dal palco

LA VENDEMMIA 2025 SECONDO GLI ESPERTI

COLDIRETTI

Il settore vitivinicolo veneto conferma la sua forza trainante, soprattutto grazie alla filiera spumantistica sviluppata negli ultimi 15 anni. La regione produce il 75% dei vini bianchi locali e detiene la leadership mondiale con la Doc Prosecco, che supera i 660 milioni di bottiglie, di cui l’82% destinate all’estero. «Il Veneto si muove a due velocità – sottolinea Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto – con gli spumanti in crescita, i bianchi stabili e i rossi in calo”. Un quadro che, pur non preoccupante sul piano quantitativo, richiede attenzione e strategie mirate. Nel centro-orientale del Veneto si registra una tenuta positiva, favorita anche dalle previsioni di una vendemmia di alta qualità, soprattutto per i bianchi e le basi spumante».

CIA – AGRICOLTORI ITALIANI

Per la vendemmia 2025 la provincia di Venezia guarda con fiducia al futuro. «Possiamo ottimisticamente attenderci un’annata di qualità molto alta, con rese medie leggermente superiori alla scorsa stagione», afferma Giorgio Puppin, referente vitivinicolo di CIA Venezia. Nonostante le piogge frequenti tra inizio estate e luglio, i vigneti hanno registrato una bassa incidenza di malattie, in particolare peronospora e oidio. Inoltre, il territorio è stato risparmiato da eventi atmosferici estremi che negli ultimi anni avevano messo a dura prova le produzioni. La quasi totalità delle superfici vitate, dunque, promette risultati soddisfacenti. Segnali positivi arrivano anche sul fronte sanitario: dopo la forte diffusione della flavescenza dorata, oggi si osserva un netto miglioramento, frutto del lavoro di controllo ed espianto condotto dagli agricoltori».

VIVOCANTINE

Vendemmia 2025 nel Nordest: sull’argomento è intervenuto Franco Passador, presidente e amministratore delegato di Vivo Cantine, società agricola cooperativa che comprende otto cantine di raccolta e vinificazione ubicate in Veneto, compresa quella di Jesolo. «Tra anticipi in pianura, rese contenute e profili aromatici interessanti, la vendemmia è iniziata sotto il segno della prudenza, ma c’è ottimismo per le varietà più diffuse: Glera (Prosecco) e Pinot Grigio. A livello di quantità siamo ai livelli del 2024. Registriamo una allegagione e grappoli compatti, prevalentemente sani. La qualità è buona, con tenori zuccherini equilibrati e note aromatiche eleganti, grazie alle escursioni termiche notturne». «La qualità è promettente, ma il contesto economico impone riflessione e prontezza. Per le aziende vitivinicole, sarà cruciale non solo raccogliere bene, ma anche comunicare efficacemente il valore territoriale del vino italiano».

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