Un defibrillatore al Commissariato di Jesolo: l’ULSS4 rafforza la rete della cardioprotezione
Il Direttore Generale Carlo Bramezza ha consegnato personalmente il dispositivo al Questore di Venezia, Antonio Sbordone, nell’ambito del progetto PAD, Pubblico accesso alla defibrillazione, che ha già mappato oltre 150 dispositivi pubblici nel territorio dei 21 Comuni dell’azienda
Il Commissariato di Polizia di Jesolo, in via Pietro Sasso, è ora dotato di un defibrillatore semiautomatico esterno Dae, concesso in comodato d’uso gratuito dall’ULSS4. La cerimonia si è svolta questa mattina, quando il Direttore generale dell’azienda sanitaria, Carlo Bramezza, ha consegnato personalmente il dispositivo al Questore di Venezia, Antonio Sbordone: un gesto che suggella la collaborazione istituzionale tra l’ULSS4 e la Polizia di Stato sul territorio.
Il Commissariato si trova nel cuore di una delle località più frequentate della costa veneziana, meta ogni estate di milioni di turisti, ed è un presidio dove transitano quotidianamente cittadini e operatori di Polizia. La presenza di un defibrillatore in un luogo così centrale per la vita di Jesolo amplia le possibilità di un intervento tempestivo in caso di emergenza cardiaca, sia per il personale in servizio sia per chi si reca o transita in quella zona.
L’iniziativa si inserisce nel progetto PAD (Pubblico accesso alla defibrillazione) ideato e seguito dal personale dell’ULSS4: Elena Momesso, Direttrice dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, Corrado Benetti, coordinatore della Direzione distrettuale e delle Case di comunità, e Simone Travan, coordinatore dell’Ospedale di comunità di Jesolo. Presente alla cerimonia anche Michele Ramunno, coordinatore infermieristico dei Punti di primo intervento dell’Azienda ULSS 4 Veneto Orientale. Pad è un programma, con cui da cinque anni l’ULSS4 lavora per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa, ha l’obiettivo di rendere l’intera area dell’azienda una “azienda cardioprotetta”. Il progetto ha portato a censire oltre 150 defibrillatori semiautomatici pubblici nel territorio dei 21 Comuni dell’ULSS4, dalla costa – Jesolo, Cavallino-Treporti, Eraclea, Caorle, San Michele al Tagliamento – all’entroterra, fino a Portogruaro e San Donà di Piave, ai quali si aggiungono i DAE installati in strutture private, ad esempio farmacie, alberghi, campi da calcio e aziende. Il progetto prevede un’ulteriore estensione ai presidi stagionali del litorale nei mesi estivi.

La loro ubicazione è condivisa con la Centrale operativa 118 di Mestre che può indirizzare rapidamente i soccorsi verso il dispositivo più vicino ed è consultabile dai cittadini anche attraverso “DAEdove”, un’app gratuita che mostra in tempo reale la posizione dei dispositivi sul territorio nazionale. L’ULSS4 promuove inoltre corsi di BLSD (Basic Life Support Defibrillation) rivolti alla cittadinanza, tenuti da istruttori certificati dell’azienda e dalle associazioni di volontariato del territorio.
“Il gesto di oggi al Commissariato di Jesolo è un segno concreto di collaborazione istituzionale, ma è anche un tassello di un lavoro più ampio che l’ULSS4 porta avanti da anni sul territorio – dichiara il Direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza – Mappare i defibrillatori presenti, colmare le aree scoperte e formare sempre più cittadini all’utilizzo del primo soccorso sono attività che hanno lo scopo di dotare il nostro territorio di dispositivi di cardioprotezione in modo efficace e capillare, dalle zone costiere più frequentate d’estate ai centri dell’entroterra”.
“La chiave del nostro lavoro risiede nella sinergia e nell’operatività interforze: non si tratta di semplice retorica, ma di una convinzione profonda – afferma il Questore di Venezia Antonio Sbordone – Oggi più che mai il dialogo è fondamentale, specie considerando che le nostre pattuglie si trovano ad affrontare, a qualsiasi ora del giorno e della notte, situazioni di forte disagio psichico e problematiche legate all’uso di sostanze. La vita della città non si ferma mai e noi abbiamo il dovere di esserci, alimentati da un autentico spirito di gruppo e da una collaborazione stretta tra le Forze di Polizia e le Aziende Sanitarie. Gesti concreti come la dotazione dei DAE, che consentono di salvare vite umane, sono fondamentali e ciò che ci guida è una reale e costante volontà di fare rete”.








