Catena Fiorello – il mondo dei suoi personaggi

Scrittrice poliedrica dall’entusiasmo trascinante, Catena Fiorello sarà a Jesolo Libri mercoledì 16 luglio, alle 16, in piazza Milano, con una carrellata dei personaggi dei suoi romanzi. E tutto il suo amore per la Sicilia.

Spesso i suoi libri riescono a bilanciare momenti di leggerezza e ironia con temi più complessi e a volte dolorosi. Come gestisce questo equilibrio durante il processo di scrittura e qual è il messaggio principale che spera il lettore colga da questa alternanza di toni? 

«Una domanda complessa, ma interessante, che coglie assolutamente il senso del mio lavoro e di quello che racconto. Il fatto di bilanciare momenti di leggerezza e ironia con temi più complessi e a volte dolorosi è dovuta alla mia personale necessità di togliere zavorra ai temi trattati e soprattutto rendere il viaggio, del mio lettore/lettrice, più leggero. Si torna sempre alla famosa citazione che la leggerezza non è superficialità e aggiungerei che la leggerezza è a volte anche una forma di rispetto verso le persone coinvolte, che vivono determinati traumi, dolori. Quindi, raccontarlo e affrontarlo insieme al lettore in una maniera diversa, più leggera, e come se io stessi dando una forma più gentile a quel trauma».

Facciamo un esempio pratico?

«Certo, così ci capiamo meglio: il pizzo, ovvero l’estorsione, quando vissuta è terribile. È qualcosa che ti mette in un tunnel di paure e di angosce. Ecco, io posso raccontarlo con quella drammaticità, ma aggiungere, alla fine, una frase come quella che dicono le signore di Monte Pepe: “a noi il pizzo piace solo nelle camicette”. L’ho raccontato nella sua crudezza, ma gli ho dato, come dire, un tocco di frivolezza che rompe un poco quel circuito angosciante».

Considerando il suo percorso da autrice, quali sono le sfide narrative che ha affrontato e superato nella scrittura di questi ultimi libri rispetto ai precedenti?

«Le sfide sono state proprio le signore di Monte Pepe. Perché, in qualche maniera rompevo, con un tipo di narrazione più leggera quasi con il tocco della commedia, un percorso di libri che era stato quello di Picciridda, Ciatuzzo, Amuri, Tutte le volte che ho pianto: storie romanzate in una maniera classica, “seriosa”. Nella serie de “Le signore di Monte Pepe” mi concedo quell’ironia e quella leggerezza fondamentale, necessaria in alcuni momenti della vita. Probabilmente anch’io avevo bisogno di questo e i miei lettori hanno apprezzato questo cambiamento, lo hanno colto. I lettori si sono affezionati e la sfida è stata vinta».

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