Colleziono successi

A casa collezione di tutto, persino le acquasantiere. Anche se, da quando ha iniziato, quello che sta mettendo insieme è una serie di successi senza soluzione di continuità: oltre 350 brani scritti, 12 Sanremo, 16 milioni di dischi venduti. Ed ancora oggi dove arriva è accolta da una vera e propria ovazione. Chiedete ai presenti in piazza Milano, alla serata “Ieri, oggi e sempre” di radio Birikina…

Orietta, ormai è nota la sua passione per le collezioni, di cosa per esempio?

«Ho cominciato con le bambole: sono arrivata a novanta, poi mi sono fermata. Quindi ho continuato con le acquasantiere, ma ho terminato perché non ne trovo più. Non ultimo le scarpe: sono arrivata a 4mila e non so più dove metterle».

Altra curiosità: la cosa che non deve mai mancare nella sua borsa quando viaggia?

«Porto sempre il sapone da bucato, perché mi lavo con quello. Poi sempre una bottiglia di gin: quando vado al bar porto il mio e dico al barista di prepararmelo così».

Orietta, sono 60 anni di carriera…

«Ed a settembre uscirà un altro video con due bravissimi colleghi, quindi a Natale con un vinile con dieci nuovi pezzi. E non è finita, perché tra primavera ed estate del 2027 avrò altri video e pezzi nuovi ed a Natale di quell’anno, conto di fare un cofanetto con venti pezzi nuovi: li ho già registrati tutti».

Tra le cose belle è che piace molto anche ai ragazzi di oggi…

«I ragazzi grazie alle radio che trasmettono le mie canzoni. Pensate che ai concerti vengono con i telefonini con i vecchi tormentoni e mi chiedono di cantare con loro».

L’ultima canzone di questa sera è una sorta di dedica alle discoteche: è cambiato molto quel mondo?

«Direi di sì, in tutte le sue fasi. A tale proposito, a novembre uscirò con un libro (con la Mondadori), dove scrivo, in modo ironico, tutto ciò che non c’è più, dalle tradizioni, ai mestieri, fino alla musica».

Ci può fare un esempio di ciò che è cambiato nella musica?

«Una volta andavi in studio, c’era il maestro ed a volte anche l’orchestra. Oggi tutto questo non c’è più: vai in studio, ti accomodi, prendi una frase e la canti quattro volte, poi una ottava sopra e una ottava sotto, quindi loro mettono insieme le parti che l’autore vuole. E ti ritrovi con una voce potentissima che non immaginavi di avere. Lo trovo comunque bello, perché io amo molto la tecnologia; sono modernissima in questo».

Però una volta o sapevi o non sapevi cantare, non c’era la “macchinetta”…

«Questo è vero ed infatti voglio dare un consiglio ai ragazzi. Per essere intonati e giusti nella metrica e nella ritmica, devono ascoltare i pezzi tantissime volte, perché il cervello assimila tutto e poi ti fa essere più intonato e con la metrica giusta. Io faccio sempre così, è la mia scuola».

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