Martina Smeraldi “Sono una stella”

Con i suoi sexy show ha infiammato le notti al Maxim di piazza Mazzini. Classe 1999, originaria di Cagliari, Martina Smeraldi è la nuova stella dell’hard. Acclamata e molto seguita anche nei social, vanta 1,1 milioni di follower su Instagram.

A Jesolo la sua serata è iniziata con una cena allo Hierbas, quindi lo show al Maxim, per concludere sulla pista del Muretto, a ballare.

Martina, com’è iniziata l’avventura nel mondo dell’hard?

«A 19 anni, quindi cinque anni fa. Sono sempre stata attratta da questo mondo perché mi incuriosiva. Ero sicura di volere fare la pornostar, però non vedevo la mia fisicità adatta, non ero sicura di riuscirci; ma avevo la volontà di farlo. L’inizio è avvenuto con un video amatoriale, il primo video professionale è stato con Rocco Siffredi».

Realizzare i propri sogni non è mai facile: condividi?

«Sì, è così. Vorrei dire alle ragazze che si avvicinano all’hard che questo può sembrare un lavoro facile ma, nella realtà, si fanno molti sacrifici, anche a livello personale. Pensiamo, poi, alle difficoltà che si possono avere nelle relazioni oppure ai pregiudizi che possono avere le altre persone».

Anche a casa non deve essere stato facile..

«I miei genitori hanno capito e, soprattutto, ora hanno accettato la mia scelta».

Insomma, ci stai dicendo che ci vuole tanta convinzione…

«Esatto. Se poi pensi solo al guadagno non basta: ci vuole la passione, che non deve mai mancare in ogni settore».

A livello mediatico oggi sei definita la regina dell’hard: ti senti tale?

«I miei genitori hanno capito e, soprattutto, ora hanno accettato la mia scelta».

A proposito: che effetto ti fa vedere dei tuoi coetanei agli spettacoli?

«Esatto. Se poi pensi solo al guadagno non basta: ci vuole la passione, che non deve mai mancare in ogni settore».

Chi è, invece, Alessandra (il suo vero nome)?

«Una ragazza molto semplice con un carattere timido. Poi, con la sessualità mi trasformo e sono molto a mio agio. Mi piace stare a casa, trascorrere del tempo con gli amici e tornare in Sardegna anche per isolarmi da quello che mi circonda».

Come ti vedi tra dieci anni?

«Non ci penso molto, spero di poter continuare a fare quello che faccio attualmente».

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