Runner face
Non è colpa delle scarpe da ginnastica.
Avete mai notato che certi runner di lungo corso hanno un aspetto particolare, guance scavate, zigomi pronunciati, una certa aria vissuta che va oltre l’età anagrafica? Sui social questo fenomeno ha persino un nome: runner face. I runner di fondo tendono ad avere una percentuale di grasso corporeo molto bassa e il viso non fa eccezione: quando il grasso sottocutaneo si riduce, si perdono i cuscinetti adiposi che danno volume alle guance e alle tempie e affiora una struttura ossea che in condizioni normali rimarrebbe nascosta.
A questo si aggiunge l’esposizione solare cumulativa: chi corre all’aperto accumula anni di raggi UV sul viso e le radiazioni ultraviolette degradano collagene ed elastina in modo documentato e progressivo, producendo quell’aspetto di pelle “consumata” che caratterizza chi ha trascorso molta vita all’aperto senza protezione adeguata.
Però la corsa in sé non è il nemico. Anzi, l’esercizio fisico regolare, a intensità sostenibile, migliora la microcircolazione cutanea, riduce i processi di glicazione che contribuiscono all’invecchiamento dei tessuti e ha effetti sistemici positivi sulla salute della pelle. Il problema non è correre: è correre in pieno sole, con un deficit calorico cronico, senza mai mettere una protezione solare.
Come affrontarlo, in pratica? Primo: la fotoprotezione non è opzionale. Un SPF 50 ad ampio spettro, applicato ogni mattina prima di uscire, è il gesto singolo più efficace per rallentare il danno da UV. Secondo: il ripristino volumetrico con filler a base di acido ialuronico, usato con giudizio nelle aree temporali e zigomatiche, restituisce quella tridimensionalità del viso che la perdita di grasso ha sottratto; si tratta di riportare la struttura alle proporzioni originali. Terzo: i biostimolatori, che lavorano sulla qualità intrinseca della pelle stimolando la produzione di collagene, sono un complemento prezioso per chi ha accumulato anni di esposizione solare e nota una cute meno tonica e più spenta.
La buona notizia è che nessuno deve smettere di correre. Il corpo del runner è spesso in ottima forma, il viso merita la stessa attenzione.
LO SAPEVI CHE
Il “Nefertiti Lift” è una tecnica che prevede l’uso della tossina botulinica per modulare la contrazione muscolare nel distretto del terzo inferiore del viso e del collo. La tossina botulinica di tipo A viene di solito utilizzata per il ringiovanimento della fronte, delle regioni glabellari e perioculari; in questo caso la usiamo su distretti differenti.
Il nome, “Nefertiti Lift”, è in ricordo della regina egizia il cui busto (conservato al Neues Museum di Berlino) presenta un collo ben teso e una mandibola squadrata, elegantemente definita.








