Verità o bugia?

Cosmetici e acido ialuronico, tutto quello che serve e dobbiamo sapere

Sapevate che già dai 25 anni in poi iniziamo a perdere le nostre preziose riserve di acido ialuronico? E, mentre l’invecchiamento cutaneo incede inesorabilmente, ci riempiamo il mobiletto del bagno di una innumerevole quantità di prodotti dalle promesse miracolose, dai colori più o meno strabilianti. Quante volte, però, ci siamo detti “io non vedo niente, funzionano davvero?”.

Spezzo subito una lancia a favore di qualsiasi cosmetico: spesso gli diamo davvero poco tempo per dimostrarci “di che pasta è fatto”. Un errore comune è smettere troppo presto e interrompere il trattamento prima di poter vedere qualcosa.

Tornando sul tema, la grandezza dell’acido ialuronico è importantissima perché la permeabilità attraverso la pelle è proprio correlata a questo: più è “pesante” e meno riuscirà a penetrare. Per semplicità, diremo che esistono acidi ialuronici a basso peso e ad alto peso. Le molecole di acido ialuronico più grandi, nonostante siano le migliori nel legare l’acqua e offrire idratazione, non possono penetrare nella pelle e offrono idratazione solo in superficie.

Le molecole di acido ialuronico più piccole, che legano meno acqua rispetto alle molecole più grandi, possono penetrare più in profondità nella pelle (anche se solo nell’epidermide, lo strato più superficiale della pelle).

L’acido ialuronico topico (da usare sulla pelle) si può trovare da solo o in associazione con altri principi attivi, come vitamine, ceramidi, acqua termale o vulcanica, glicerina ed estratti di erbe.

I risultati di diversi studi scientifici hanno indicato che l’assunzione orale di acido ialuronico, così come l’uso topico, può favorire il miglioramento della pelle dopo 8-12 settimane (vedete quanto sia fondamentale un uso discretamente prolungato), fino a migliorare anche il turgore cutaneo.

Inoltre, un numero crescente di studi si concentra sull’associazione dell’acido ialuronico con varie procedure di ringiovanimento facciale. Questa sezione fornisce una panoramica delle prove attuali di tali interventi, inclusa la combinazione con tossina botulinica, terapia fotodinamica, resurfacing cutaneo con laser a CO2 frazionato, filler, microneedling e peeling. E, forse, è effettivamente su questo che dobbiamo concentrarci: il solo uso di terapie in ambulatorio e l’assenza di un’adeguata cosmesi a casa rischia di dare risultati incompleti. L’unione delle due cose, al contrario, potrà regalare grandi soddisfazioni.

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova, durante questi anni approfondisce la branca chirurgica. Approfondisce poi la Medina Estetica con un Master presso l’Università degli Studi di Parma, la Scuola Superiore Post-Universitaria in Medicina Estetica “Agorà” di Milano e la Società Italiana di Mesoterapia, perfezionando i propri studi con un Master sul Management Sanitario

Start typing and press Enter to search