Come una regina egizia
Sono sempre interessanti i nomi che vengono dati alle tecniche di medicina estetica: d’impatto, stravaganti, seducenti. Oggi parliamo del “Nefertiti Lift”, in ricordo della regina egizia il cui busto (conservato al Neues Museum di Berlino) presenta un collo ben teso e una mandibola squadrata, elegantemente definita.
Di cosa si tratta?
Il “Nefertiti Lift” è una tecnica che prevede l’uso della tossina botulinica per modulare la contrazione muscolare nel distretto del terzo inferiore del viso e del collo. La tossina botulinica di tipo A viene di solito utilizzata per il ringiovanimento della fronte, delle regioni glabellari e perioculari; in questo caso la usiamo su distretti differenti.
Il collo: il dimenticato.
Non raramente capita di confrontarsi in ambulatorio sulle possibilità terapeutiche da dedicare all’invecchiamento del collo. Un’area del nostro corpo spesso dimenticata, che solo ogni tanto ci ricordiamo di accarezzare gentilmente, magari con del siero o della crema, o a cui dedichiamo solo “l’avanzo” di crema solare, dopo aver idratato il viso.
E, con il passare del tempo, i danni si accumulano, la cute, tra l’altro, è sempre più sollecitata dalla posizione a cui costringiamo quel distretto mentre guardiamo i computer portatili, i tablet o gli smartphone (proprio così compaiono le rughe orizzontali anche in giovane età).
Spesso, infine, l’ipercontrazione prolungata del muscolo platisma comporta la comparsa di quelle antiestetiche corde (bande platismatiche) che si stagliano dalla mandibola e scendono verso il basso.
Esistono prove ben documentate dell’efficacia della tossina botulinica nella correzione delle bande platismatiche. Il “Nefertiti Lift” mira a sollevare e migliorare la definizione del bordo e dell’angolo mandibolare, elevare gli angoli della bocca e drappeggiare la pelle del contorno della mascella, dando l’effetto visivo di una distensione.
Funziona davvero?
Personalmente, il termine “lifting” consiglio sempre di riservarlo ai nostri colleghi chirurghi. In altre parole, l’effetto che dobbiamo aspettarci da questa tecnica è una maggiore distensione dell’area mandibolare, ma di certo non possiamo pensare di sollevare il “bargiglio” che scende oltre la linea della mandibola.
Come sempre, forse ancora di più nell’uso della tossina botulinica nel terzo inferiore del viso, la selezione del paziente è fondamentale.








