Matematica delle emozioni

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Perché alcune combinazioni di note ci fanno sorridere, piangere o sognare.

Se ci pensiamo, la musica è un vero paradosso: sotto una grande coperta di arte, si nasconde un mare di matematica. Troviamo proporzioni, frequenze e strutture logiche che sfociano in forti risposte emotive. Come può una sequenza di suoni organizzati farci provare nostalgia, gioia o malinconia?
La risposta è nell’armonia: un linguaggio universale, fatto di regole antiche e combinazioni che il nostro cervello riconosce e interpreta.

La musica “felice” ha quasi sempre un segreto: l’uso degli accordi maggiori, che trasmettono un senso di apertura e luminosità. Danno un forte respiro alla melodia della canzone, e vanno a rassicurare l’ascoltare con un “va tutto bene”. Un esempio perfetto è “Here comes the sun”: note semplici, accordi maggiori e un ritmo che sembra illuminare.

E la musica triste? Quello è il compito degli accordi minori. Trasmettono nostalgia, introspezione, malinconia. Non a caso, molte ballad struggenti li utilizzano come base. Se ascoltate “Nothing else matters” dei Metallica capirete perfettamente.

L’armonia non si riduce solo in felicità e tristezza. Un esempio è il gioco tra dissonanza, quando qualcosa suona “instabile” e consonanza, quando il suono torna in equilibrio. Questa dinamica crea tensione e sollievo, come in un racconto con colpi di scena e un lieto fine. Anche il ritmo è pura matematica: il tempo viene diviso in schemi e il nostro corpo lo riconosce naturalmente. Alcuni pattern, come il classico 4/4, sono più immediati (per la nostra cultura), altri, come i tempi dispari, ci intrigano perché “strani”.

Possiamo quindi dire che la musica è molto più di semplice intrattenimento: la matematica dell’armonia è strettamente legata alle emozioni; esiste un sistema di regole invisibili che ci fa ballare, piangere, sognare. E se certe canzoni toccano alcune nostre corde, non è un caso: dietro c’è l’arte millenaria di combinare numeri e note per raccontare storie che parlano nel profondo.

I DNA CONSIGLIANO..

Franco Battiato – L’imboscata

System of a Down – Mezmerize

Morgan Wallen – I’m the Problem

I DNA sono un trio acustico formato da Marta Piras alla voce, Davide Pasqual, voce e chitarra ritmica, e Nicolò Cibin, voce e chitarra solista. Formati nel 2014, propongono un vasto repertorio appartenente ad ogni generazione: dagli anni 60, fino agli ultimi successi. Il tutto riarrangiato in acustico e a tre voci.

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