Ucraina: Tropicarium Park di Jesolo pronto a curare gli animali in fuga dai bombardamenti

IL DIRETTORE DIEGO CATTAROSSI: “ATTENDIAMO INDICAZIONI DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE PER LE SPECIE CHE SIAMO AUTORIZZATI AD OSPITARE COME PARCO ZOOLOGICO. SOLIDARIETA’ AI NOSTRI COLLEGHI UCRAINI CHE RISCHIANO LA VITA PER SALVARE GLI ANIMALI”.

Il parco zoologico Tropicarium Park si è messo a disposizione del Ministero dell’Ambiente per ospitare e curare gli animali esotici provenienti dagli zoo e dai parchi faunistici dell’Ucraina. La struttura del Lido di Jesolo, già serbatoio di biodiversità e luogo di studio delle specie più rischio, è entrato ufficialmente nella rete di solidarietà composta dai parchi zoologici nazionali che hanno dato piena disponibilità a ricevere gli esemplari da zoo o parchi faunistici della nazione sotto assedio che richiedono il trasferimento. “La nostra disponibilità per ora è potenziale ma potrebbe concretizzarsi a breve” avverte il direttore scientifico della struttura faunistica al PalaInvent di piazza Brescia, Diego Cattarossi “perché sono ancora tutti operativi i nove parchi zoologici ucraini più a rischio per i bombardamenti, collocati quasi tutti nella zona est e sud del paese”.

“Rivolgiamo tutta la nostra solidarietà e ammirazione ai nostri colleghi che in Ucraina stanno resistendo sotto la minaccia dei missili. Sappiamo che i curatori sono rimasti con grande coraggio ancora tutti là a seguire gli animali. Come Tropicarium Park abbiamo aderito alla catena di solidarietà assieme ad altri parchi zoologici italiani disponibili ad accogliere gli animali bisognosi di cure o ricovero qualora fosse necessario”. “Speriamo che dall’Italia arrivi la massima solidarietà possibile da parte dei parchi zoologici nazionali” commenta la titolare di Tropicarium Park, Monica Montellato “oltre ai cittadini ucraini che fuggono dalle bombe, mi auguro che la nostra nazione con i suoi parchi zoologici possa garantire la massima protezione anche agli animali che, inconsapevoli, per la guerra rischiano di non sopravvivere”.

Tra gli zoo ucraini più esposti c’è l’Ecopark Feldman, posizionato a soli 30 chilometri dal confine con la Russia, il primo a contare le vittime tra gli animali e tra i primi a procedere alle complesse evacuazioni possibili verso la Polonia, soprattutto di leoni e canguri, mentre non era riuscito a salvare cervi reali, primati e i genitori di un piccolo bisonte europeo di 10 mesi. Disponibilità dal Tropicarium Park, che sta monitorando l’evolversi della situazione, anche verso lo zoo di Kiev, teatro di pesanti combattimenti nelle strade adiacenti, e infine verso i parchi zoologici di Kharkiv, Lutsk, Mykolaiv e il Bioparco di Odessa che, ogni giorno, nonostante la situazione, riescono ancora a fornire acqua, cibo e assistenza agli animali. “Ad oggi” conclude Cattarossi “il Ministero dell’Ambiente non ha ricevuto richieste ufficiali di trasferimenti di animali dall’Ucraina, ma in ogni caso il Tropicarium Park sarà pronto”.

(Fonte: ufficio stampa Tropicarium Park)

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