Una vacanza indimenticabile

(racconto inviato da Andrea)

Anni fa sono arrivato a Jesolo per una vacanza con la mia ragazza. Avevo organizzato tutto a puntino perché volevo fosse indimenticabile. La prima con lei, che mi aveva stregato il cuore. Ero sicuro che fosse quella giusta. Mi piaceva tutto di lei. Come si muoveva, il tono della sua voce, come chiudeva gli occhi quando rideva, il gesto che faceva quando si spostava i capelli dal viso. Adoravo ascoltarla, mi affascinava il suo modo di essere e il suo sguardo sul mondo. Con lei anche le cose semplici sembravano avere un significato diverso.

Tutto filava liscio. Le giornate passavano veloci, distesi in spiaggia, nuotando, ridendo, passeggiando e poi, alla sera, parlando di noi mentre guardavamo la luna riflessa sul mare.

L’ultima sera ero deciso: le avrei chiesto di passare con me il resto della vita. Prenotai la cena in un ristorante che mi avevano consigliato: servizio impeccabile, luci soffuse e una location romantica. Dopo cena la presi per mano e la portai al mare. Ero emozionato, più di quanto volessi ammettere.

Lungo la strada sentimmo un lamento venire da un gruppo di cespugli. Non era il momento per distrarsi, così proseguii lungo la passeggiata, facendo finta di niente. Ma lei si fermò.

«Hai sentito?». Io cercai di minimizzare. Lei, invece, tornò indietro.

Raggiunti i cespugli sentimmo ancora quel lamento. Proveniva da una cassetta di legno appoggiata alla ringhiera di una casa chiusa. Sotto la cassetta si intravedeva un asciugamano. Nell’asciugamano, rannicchiato e tremante, c’era un cucciolo di cane.

Serata interrotta.

Da quel momento tutte le sue attenzioni furono per lui. Tornò di corsa in albergo, si fece dare qualcosa per dargli da mangiare, poi lo lavò, lo asciugò e passò la notte a letto con il cucciolo in braccio.

Io rimasi a guardarla, incredulo. Avevo preparato la serata perfetta e, invece, mi ritrovavo a competere con un batuffolo di pelo affamato.

Romanticismo finito!

Quel cucciolo aveva rovinato la mia serata speciale. O almeno, allora ero convinto fosse così.

Un anno dopo tornai in quell’hotel. Con lei, con mio figlio in arrivo e con quel piccolo cane che, nel frattempo, era diventato grande, turbolento, rumoroso e mangiava come fosse un cavallo. Quello che quella sera avevo considerato un imprevisto era diventato parte della nostra famiglia.

Ripensandoci oggi, sorrido. Forse quella sera non avevo perso la mia occasione. Forse l’avevo semplicemente trovata, solo che non me ne ero ancora accorto.

Se tornassi indietro, non avrei dubbi: rifarei tutto esattamente allo stesso modo. Perché quel cucciolo trovato a Jesolo non aveva rovinato la nostra storia. Ne era diventato uno dei protagonisti.

E lo chiamammo Jesolo.

è una donna disabile, orgogliosamente disabile viene da dire conoscendola, perché lei con molta sincerità dice: «La mia vita sulle ruote non è troppo male, anzi». Se c’è qualche cosa che non le piace è la mancanza di conoscenza da parte delle persone, che finisce per causare grandi difficoltà. Ironica, intelligente e molto sensibile, Emanuela racconterà a Vivijesolo com’è la sua vita da disabile, tra episodi divertenti e altri scomodi: perché tutto potrebbe diventare un po’ più facile se solo ci fosse un minimo di accortezza da parte di tutti. Per scrivere a Emanuela Bressan: soloabili@yahoo.it

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