Vi faccio vedere il cielo
Sabrina Papa è la prima e unica allieva pilota non vedente in Italia.
Nata a Salice Salentino (Lecce) nel 1970 e romana d’adozione, Cieca dalla nascita a causa di una distrofia retinica, Sabrina lavora come programmatrice informatica per una grande azienda internazionale e ha sempre rifiutato di farsi definire un’eroina, dimostrando con i fatti che le limitazioni fisiche non devono spegnere le ambizioni. La sua passione per il cielo risale all’infanzia, quando ascoltava il rombo degli aerei vicino a casa. Nel 2016 ha iniziato a tradurre questo sogno in realtà, accumulando negli anni oltre 170 ore di volo.
Come hai iniziato a volare?
«Per caso. Sono andata ad una manifestazione di volo per disabili e mi sono detta: se lo fanno loro, allora posso farlo anch’io. Ho iniziato un po’ alla volta finché il mio istruttore mi ha lasciato il controllo dei comandi».

Non potendo vedere la strumentazione, Sabrina, voli sempre affiancata da un istruttore?
«Certo. Converrai con me che noi disabili possiamo metterci tutto l’impegno, la volontà e la tenacia che vogliamo, ma non possiamo fare tutto da soli. Negli anni ho conosciuto molte persone veramente eccezionali, disponibili che ci aiutano a rendere possibile l’impossibile».
Ma come riesci a “vedere” la strumentazione indispensabile al volo?
«Con il mio istruttore abbiamo sviluppato un codice basato su segnali tattili su spalle o gamba e istruzioni vocali che mi permettono di gestire i comandi dell’aereo in totale autonomia. Per il resto ho affinato tutte le percezioni in mio possesso per sentire ed interpretare i segnali fisici. L’aria è una cosa viva e parla se sai ascoltare».
Dopo le prime esperienze sui velivoli ultraleggeri, sei passata ad aerei di Aviazione Generale come il Cessna 152, cimentandoti persino nel volo acrobatico. Volare ti ha fatto superare dei limiti?
«Non condivido la teoria del “No Limits”, i limiti ci sono, eccome! Non siamo supereroi, e per fortuna. Ma prima di abbattere i limiti, devi capire quali sono. Devi superare l’asticella, o almeno tentare. Nella mia vita mi sono sentita dire tante volte “non ce la puoi fare”. Allora, io intanto comincio col provarci, se non riesco hai ragione tu. Ma se, invece, riesco… Non è necessario arrivare al cento per cento. A volte basta meno, non per accontentarsi ma per partire da lì e arrivare oltre».

Essendo cieca totale, la legge non ti permette di ottenere una licenza di pilota privato (che richiede il volo in solitaria e rigidi requisiti visivi) per cui la tua qualifica ufficiale rimarrà sempre quella di “allieva pilota”. Questo ti fa sentire un po’ meno pilota?
«Da bambina volevo essere un aereo per volare più in alto e più veloce degli uccelli, non tanto per vedere il mondo dall’alto. Ed oggi avere il controllo della macchina, capire che fa esattamente ciò che io decido di farle fare, mi fa sentire una pilota al cento per cento. Non mi serve altro».
L’incredibile storia di Sabrina è raccontata anche in un libro autobiografico intitolato “Volando nell’invisibile: una pilota fuori dall’ordinario”.








