Almeno una volta nella vita
El Camino de Santiago è un percorso che una volta nella vita dobbiamo fare e nel nostro caso in bicicletta. Un tragitto fatto di luoghi suggestivi, storia e soprattutto incontri. Non un semplice ciclo itinerario, ma un vissuto interiore, da soli oppure in compagnia di buoni amici di viaggio.
Oggi in Spagna esistono diversi cammini con destinazione finale Santiago de Compostela, nati da spinte turistiche/commerciali, ma il classico e più frequentato è quello che viene definito cammino Francese, proprio per la sua partenza dalla Francia a “Saint Jean Pied de Port”, cittadina medioevale ai piedi dei Pirenei (da qui il suo nome). Circa 850 chilometri con oltre 10mila metri di dislivello, dopo avere doppiato i Pirenei nel passo dell’Ibaneta o passo Roncisvalle, siamo già in Spagna, da qui è un susseguirsi di borghi, cittadine e città attraverso le regioni della Navarra, Rioja, Castilla/Leon e, infine, Galizia nella sua splendida Santiago de Compostela, con arrivo in Praza do Obradoiro.

Se sia storia o leggenda non è dato di sapere, ma tutto si concentra su San Giacomo, detto il Maggiore, fratello dell’evangelista e apostolo Giovanni, che Gesù chiamava i Figli del Tuono; Erode Agrippa lo giustiziò decapitandolo e i suoi discepoli avrebbero trafugato il corpo ponendolo in una barca senza timone per affidarlo alla provvidenza sotto la guida di un angelo, l’imbarcazione sarebbe approdata in un golfo, vicino ad un luogo chiamato Iria Flavia, la futura Santiago. Il corpo qui sepolto e dimenticato per secoli, per essere ritrovato verso l’830 sotto il regno di Alfonso il Casto, re delle Asturie. La tomba era in un piccolo mausoleo risalente all’epoca romana coperto da una fitta vegetazione; successivamente fu costruita la prima cappella nel luogo del ritrovamento, dove oggi sorge la grande Cattedrale di Santiago de Compostela.
Tra le guerre e le epidemie del tardo medioevo, il percorso venne abbandonato per ritornare in vita solo dopo i due conflitti mondiali, intorno agli anni ’50 e ’60, grazie a don Elias, sacerdote di O Cebreiro, che ripristinò i percorsi indicandoli con delle frecce di colore giallo; nascono, così, i pellegrini moderni che rinnovano il rito ogni giorno ripercorrendo questa via iniziatica precristiana dimenticata per secoli.

Sono diverse le storie tramandate: grazie ad esse il tesoro del “cammino delle stelle” è stato messo a disposizione di tutti fino ai giorni nostri.
Buen camino peregrino!








