Il cuore di Venezia… con Serena

Questa volta vi voglio parlare di un luogo sicuramente noto, ma denso di simboli e di significati nascosti: Piazza San Marco che, più di tutti, rappresenta la potenza e la grandiosità di quella che fu la nostra amata Serenissima (non a caso per mio padre il nome Serena, deciso per me, aveva un significato speciale).

LA SFORTUNATA CHIESA DI SAN GEMINIANO

Sì, avete capito bene: in piazza esisteva un’altra chiesa oltre alla basilica di San Marco, ed è la chiesa di San Geminiano, edificata nel 522 D.C.; venne distrutta da un incendio nel 1105 e immediatamente ricostruita. Nel 1155 il doge Vitale Michiel, in preda ad una febbre architettonica, volle cambiare l’assetto della piazza e la sua intenzione di demolire la chiesa venne inizialmente ostacolata dagli ambasciatori del Pontefice, che, però, nulla poterono contro il potere incontrastato della Serenissima e la chiesa venne abbattuta, poi nuovamente ricostruita e restaurata nel 1505. Fu nel 1797, per mano e per volere di Napoleone, che la chiesa venne definitivamente distrutta per far posto allo scalone reale dell’ala napoleonica.

LA VISIONE FRONTALE DELLA BASILICA

Esiste un unico punto in tutta la piazza, segnalato da un minuscolo bottoncino di ottone sul pavimento, da cui si può godere di una visione frontale della basilica di San Marco. In tutti gli altri luoghi è impossibile in quanto la piazza non ha una forma regolare, è un trapezio irregolare.

LA COLONNA DANNATA

Ai condannati della Serenissima veniva offerta un’ultima possibilità di redenzione prima del patibolo: chi fosse riuscito a girare attorno a una delle colonne del palazzo ducale che si affacciano verso il bacino di San Marco senza cadere dal basamento e, quindi, finire in acqua, avrebbe avuto la grazia. La colonna in questione si riconosce perché è la più consumata, provare per credere!

LA BASILICA DI SAN MARCO NON ERA LA CATTEDRALE DI VENEZIA

La basilica di San Marco, voluta e costruita nell’828 per custodire le spoglie del santo trafugate ad Alessandria d’Egitto da Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, nascondendole tra la carne di maiale (evento descritto in un mosaico ben visibile dall’esterno) non era la cattedrale della città, bensì la cappella del Doge, quasi un edificio laico più che religioso. La cattedrale era la chiesa di San Pietro in Castello. Solo dopo l’avvento di Napoleone la basilica marciana divenne la chiesa più importante della città.

I NUMERI CIVICI MANCANTI

Arrivando dalla biblioteca marciana all’angolo del campanile, girando verso le procuratie nuove si può notare un’anomalia: un gap di ben 19 numeri civici… che fine avranno fatto? Nel 1902, quando il campanile crollò, attorno ad esso c’erano 19 botteghe, ciascuna con un proprio numero civico; quando il campanile venne riscostruito dov’era e com’era le botteghe non vennero più ripristinate. Se avete la curiosità di conoscere a fondo questi e tanti altri aneddoti sulla piazza e sulla basilica non perdetevi la magica visita notturna programmata per il 12 Settembre, con visita guidata della piazza e della basilica di San Marco al suo interno (contattatemi per info e iscrizioni), emozioni e pelle d’oca assicurate!

ViviJesolo

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