Inseguendo i carrettini
Sono diventati protagonisti sulla nostra spiaggia, i carrettini dei gelati sono ormai parte integrante delle vacanze a Jesolo.

La loro storia parte da lontano, quasi un secolo fa. I primi erano trainati a mano e potevano vendere solo frutta e zoccoli di legno, seguiti da quelli modello bicicletta, con pochi gusti di gelato e solo alcune bibite. Tutto mantenuto fresco da lastre di ghiaccio ricavate da pezzi più grandi, acquistati da ditte specializzate e poi rotti nei magazzini.
In quasi cento anni dalla loro nascita, i carrettini dei gelati (e non solo) hanno cambiato aspetto molte volte. Quelli che vediamo oggi hanno un design moderno, motori elettrici con batterie che prendono l’energia da pannelli fotovoltaici e una cella frigorifera certificata.
Ma la loro funzione non è cambiata col tempo e adulti e bambini sono sempre pronti ad aspettare che si fermino qualche minuto vicino al proprio ombrellone, per godere di una piacevole pausa rinfrescante.
«È l’attività più piccola del mondo», afferma Mirko Zanchetto, presidente del Caid, l’associazione che unisce tutti i carretti dei gelati della costa veneta e lui stesso proprietario di un “carrettino. «Una attività molto faticosa: si fanno centinaia di metri al giorno sotto il sole. Deve esserci di base una grande passione per la spiaggia, per lo stare a contatto con i clienti e poi ogni sforzo viene ripagato nel vedere il sorriso di un bambino che prende in mano un gelato».









