La musica virtuosa in piazza

Per il terzo e ultimo appuntamento di B.A.M., contenitore di arte, cultura e spettacolo, Beatrice Venezi dirige I Virtuosi Italiani. Spettacolo venerdì 5 settembre, alle 21, in piazza Mazzini. Evento organizzato dal Comune, in collaborazione con Arteven e Fizzo Entertainment, con il supporto della Regione. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria su vivaticket.com.

LO SPETTACOLO

Nel grande palco allestito nella centralissima piazza Mazzini, Beatrice Venezi dirigerà l’orchestra de I Virtuosi Italiani nella Ein Sommernachstraum (Sogno di una notte di mezza estate), op. 21 Meeresstille und gluckliche Fahrt op.27 di Felix Mendelssohn e nella Sinfonia n. 7 di Ludwig Van Beethoven.

Beatrice Venezi ha studiato Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra diplomandosi con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio di Milano. Attualmente è Direttore Principale Ospite del Teatro Colon di Buenos Aires. Il Corriere della Sera la segnala tra le 50 donne dell’anno 2017, nel 2018 Forbes la inserisce tra i 100 giovani leader del futuro sotto i 30 anni e Fortune tra i 40 under 40 del 2023 e del 2024. 

L’orchestra de “I Virtuosi Italiani”, nata del 1989, compie 30 anni di attività: è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Viene loro riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi, oltre all’eccellente qualità artistica dimostrata in anni di attività.

UNA PIAZZA DA VIVERE

Lo spettacolo ha anche l’obiettivo di fare vivere piazza Mazzini anche al di fuori della cosiddetta movida. C’è un recente precedente in questo senso: il 9 agosto con la cerimonia-evento in occasione del Lungomare delle Stelle a Tania Cagnotto.

I complimenti del maestro Venezi. «Mi sembra una operazione assolutamente meritoria. Personalmente credo tantissimo nel valore della musica e della cultura in ottica sociale. Io stessa ho lavorato molto tempo a Napoli, che nel tempo ha creato una vera e propria comunità di orchestre. Lo dicono anche studi scientifici: essere esposti al bello, possibilmente fin dalla più tenera età, porta a ricercare il bello anche da adulti. Ritengo fondamentale, in una società come la nostra, il ruolo della musica come azione educativa».

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