La Pala d’oro

L’ESSENZA DEL TESORO DI SAN MARCO.

Si potrebbe dire che l’intera città di Venezia costituisce il tesoro di San Marco, ma tecnicamente esso consiste in una serie di oggetti religiosi frutto della conquista di Costantinopoli. Il tesoro fu costantemente arricchito nei secoli successivi e, ahimè, impoverito dalle soppressioni Napoleoniche. I protettori e amministratori di suddetto tesoro sono i procuratori di San Marco, figure sopravvissute alla caduta della Repubblica nel 1797 che resistono ancora oggi e che, anticamente, erano la carica più alta dello stato veneziano dopo il Doge. L’oggetto di sicuro più prezioso e ammirato della collezione è la Pala D’Oro. Si tratta di una tavola coperta di immagini sacre in oro e argento con centinaia di pietre preziose e smalti.

L’opera è frutto del genio artistico degli orafi bizantini, è stata acquisita dai veneziani intorno al 976-978 e poi ampliata e arricchita nei secoli. La Pala D’Oro raffigura al centro il Cristo benedicente circondato dai quattro evangelisti e può essere ammirata all’interno della basilica. Ai lati della composizione centrale si trovano 12 profeti, 12 arcangeli e 12 apostoli e, a fare da cornice, scene della vita e del martirio di San Marco.

Una leggenda vuole che sia stata salvata dalle razzie napoleoniche con un inganno linguistico; giocando con la parola “vero” che in veneziano significa “vetro”, all’imperatore fu detto “xe tutto vero”, facendogli così credere che si trattasse di un’opera di poco valore.

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