La testa nello spazio

Stazioni spaziali, telescopi di nuova generazione, droni e satelliti. Così, giusto per fare qualche esempio di un viaggio che, per i comuni mortali, sembra districarsi tra scienza e fantascienza. Ma, in questo caso, fantasia e immaginazione non contano perché Francesco Mazzetto, è il primo, e al momento l’unico, jesolano con una laurea in ingegneria spaziale.

Figlio di una nota famiglia di ristoratori, ha fatto una scelta di vita completamente diversa, che prevede sfide complesse e all’avanguardia, nata, come ci racconta, “dalla suggestione per tutte le cose che si muovono nello spazio”. E Francesco, che oggi vive e lavora a Milano, si occupa di futuro e infinito. Forse anche di sogni.

Francesco, ma come hai scoperto questa passione?

«Sicuramente dalla condivisione con mio fratello Loris, che è pilota di linea».

In concreto, cosa fa un ingegnere spaziale?

«Per semplificare, è un professionista che progetta, sviluppa e analizza sistemi per il volo atmosferico e spaziale: aerei, elicotteri, droni, razzi, satelliti, sonde e stazioni spaziali. Opera in uno dei settori più avanzati dal punto di vista scientifico e tecnologico, dove innovazione, sicurezza e affidabilità sono elementi fondamentali».

Affascinante e complesso allo stesso tempo…

«Certo, perché navigazione satellitare e osservazione delle Terra sono esempi concreti di attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana».

Oggi di cosa ti stai occupando?

«Collaboro con OHB, un gruppo quotato in borsa con attività nel settore aerospaziale e specificatamente nel campo della telematica, della tecnologia spaziale, della sicurezza e dei sistemi satellitari. Stiamo lavorando su uno dei più grandi telescopi europei che osserveranno i cieli del mondo: saranno telescopi ha forma di occhio di mosca, perché riescono a vedere satelliti, meteoriti e tutto quello che si vede nello spazio, indipendentemente dalla provenienza e dalla posizione».

La più bella esperienza ad oggi?

«Difficile scegliere, però direi, almeno dal punto di vista formativo, l’incontro con l’astronauta Paolo Nespoli, con il quale ho fatto un corso sulle stazioni spaziali».

Scusa, stazioni spaziali?

«Certo, in sostanza dei corpi posizionati in orbita intorno alla Terra e dotati di tutte le tecnologie per ospitare equipaggi umani».

Il tuo sogno nel cassetto?

«Beh, visto che stiamo parlando di progettazione e gestione di stazioni, direi che riuscire a collaborare con l’Agenzia Spaziale Europea sarebbe un traguardo straordinario».

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