Le tartarughe trovano casa sulla spiaggia

Evento straordinario: un nido di Caretta Caretta sull’arenile di piazzetta Casabianca

Un evento più unico che raro. Sulla spiaggia di Jesolo il nido di tartaruga più a Nord d’Italia. E’ quello rivenuto nella notte tra il 9 ed il 10 luglio, da una signora che stava passeggiando sul lungomare. All’altezza della torretta numero 13, nella zona di piazzetta Casabianca, ha notato la sagoma di una tartaruga marina appartenente alla specie Caretta Ccaretta intenta a deporre uova.

La donna, incredula, assieme ad altri cittadini, ha avuto la fortuna di assistere alla deposizione delle uova ed alla copertura del nido da parte della tartaruga, che ha poi ripreso il mare. 82 per la precisione le uova depositate. Dato l’allarme, è scattato il piano per mettere in sicurezza l’area, tra Guardia Costiera, Polizia locale, i biologi del Cert (dipartimento Bca dell’università di Padova), Legambiente, Arca, con Roberto Basso, direttore del museo di storia naturale di Jesolo.

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Gli esperti: «Un evento favorito dai mutamenti climatici»

Per gli esperti di Legambiente si tratta di un evento straordinario, mai accaduto nel Nord Adriatico, da Ravenna in su.

«L’evento è a dir poco inusuale visto che nell’area mediterranea dei circa 7 mila nidi di tartarughe marine individuati ogni anno, solo alcune centinaia si trovano sulle coste italiane concentrati prevalentemente in Sicilia, Calabria, Campania e in misura minore in Puglia, Lazio, Toscana, Basilicata e Sardegna. Negli ultimi anni non si erano mai registrati episodi del genere nel Nord Adriatico. Secondo le ultime analisi la Caretta Caretta starebbe, infatti, ampliando il suo areale spingendosi nelle zone più occidentali e settentrionali del Mediterraneo, complici anche i cambiamenti climatici».

Cos’è necessario ora?

«Garantire adeguata sorveglianza affinché le uova possano giungere alla schiusa. Ci siamo già attivati per raccogliere le adesioni dei cittadini interessati a svolgere servizio di volontariato per la protezione del nido». Modalità e tempi saranno quelli indicati dal coordinamento affidato all’Università di Padova. Nel frattempo è possibile segnalare la propria disponibilità scrivendo a legambiente.venetorientale@gmail.com. Nel frattempo avviata una campagna di informazione.

Quando la schiusa?

La deposizione avviene di regola in ore notturne. Ogni nido contiene in media un centinaio di uova (82 nel nostro caso, dalle dimensioni di una pallina da ping-pong), deposte in una buca scavata nella sabbia e lì lasciate dalla femmina, dopo essere state accuratamente ricoperte. Il calore della sabbia consente l’incubazione delle uova.

La durata del periodo varia, quindi, in relazione all’andamento termico stagionale ed alle caratteristiche della sabbia, oscillando tra i 45 e i 70 giorni. La temperatura della sabbia determina anche il sesso delle piccole tartarughe: al di sopra di un valore soglia di circa 29° C nasceranno femmine, al di sotto, maschi. La schiusa è prevista per fine estate.

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