Max Trabucco – la mia nuova consapevolezza

Trentasei anni, batterista e compositore trevigiano ma jesolano d’adozione, Max Trabutto è considerato come uno degli artisti più apprezzati della nuova scena jazz italiana. Sensibile e versatile, ricco di esperienze, concerti internazionali e riconoscimenti (tra cui il premio Chicco Bettinardi per il suo disco d’esordio e l’inserimento nel Dizionario del Jazz Italiano), a ViviJesolo presenta il suo nuovo album pubblicato da Abeat Records: un lavoro maturo e sperimentale che segna una tappa fondamentale nel suo percorso artistico.

Max, come nasce “Convergence”, il tuo nuovo album?

«È il risultato di un percorso lungo tre anni. Con questo album sento di avere raggiunto una maggiore consapevolezza artistica. Ci sono più sperimentazioni rispetto ai lavori precedenti: lo considero un punto di partenza importante per il mio futuro».

Come si è sviluppata l’idea?

«Ha preso forma nel 2023 e si è evoluta nel corso di oltre due anni di intensa ricerca. Ho lavorato a Roma con un’orchestra jazz, ho conosciuto nuovi musicisti e approfondito i miei metodi compositivi. Tutto questo mi ha permesso di elaborare il materiale che poi è confluito nel disco».

Di cosa parlano i brani dell’album?

«Le nove tracce esplorano la “convergenza” di melodie diverse: jazz, pop e world music si sovrappongono e si intrecciano, generando una trama sonora in continua evoluzione. È un viaggio sonoro che attraversa vari territori stilistici, dal jazz più tradizionale all’improvvisazione, mantenendo però un’identità forte e riconoscibile».

Chi ti accompagna in questo progetto?

«Nel disco suonano con me Federico Michisanti al contrabbasso, Manuel Caliumi al sax contralto e Federico Pierantoni al trombone. Ho lavorato molto sull’impatto sonoro del gruppo, cercando di fare emergere la personalità di ciascun musicista. Il risultato è un equilibrio tra composizione e improvvisazione».

Ti senti cambiato come artista?

«Sì, oggi mi sento maturato musicalmente. Le esperienze dell’ultimo periodo mi hanno fatto crescere velocemente. Questa consapevolezza mi permetterà di sviluppare nuovi progetti, soprattutto nel jazz ma anche in altri generi».

A Jesolo, il Palazzo del Turismo ospita spesso grandi concerti. Che opinione hai di questa realtà?

«Sono eventi che richiamano migliaia di persone e portano un pubblico diverso rispetto ai club. Avere spazi di questo tipo è sicuramente positivo: fa bene alla città».

Tra i prossimi appuntamenti, Max si esibirà il 7 dicembre al Nt’s Jazz di Londra e a Natale ci saranno i suoi concerti al Jazz Club di Venezia.

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